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giovedì 31 luglio 2008

Bernardino De Rubeis, sindaco di Lampedusa: 'Il Vaticano apra i conventi e accolga gli immigrati'

Accorato appello del primo cittadino di Lampedusa, Bernardino De Rubeis: "Siamo stanchi di questo smercio di carne umana, l'isola è in ginocchio. Che la Chiesa di Roma non resti impassibile alla sofferenza di questa gente e la ospiti nelle proprie strutture". LEGGI TUTTO

Il Diario dei nuovi volontari arrivati a Corleone per lavorare sui terreni confiscati alla mafia

Sveglia di buon mattino, cappellini della CGIL in testa e tutti sui furgoni: direzione campi. Il paesaggio sembra non mutare mai, qualche km e sempre una curva in più ci separano dal vigneto. Non appena arrivati i ragazzi della Cooperativa ci illustrano il lavoro che ci attende.
Chi con le zappe, chi tra le viti, iniziamo ufficialmente la nostra prima giornata di lavoro. Alcuni parlano, altri, osservando in silenzio, lavorano tra questi sconfinati filari che non finiscono mai. Il tempo scorre inesorabile. Ogni tanto ci concediamo il lusso di una pausa, godendo dell´ombra di un grande albero e dell´acqua fresca di una fontana. Il sole picchia, le zappe pure. Per oggi può bastare: è il primo giorno e questo è solo un assaggio. Nel frattempo in quel di Corleone sei ragazzi si danno da fare nelle pulizie e tra i fornelli della cucina. Al nostro rientro ci attende Alessandro, giunto stamani da Palermo dove ha pernottato in dolce compagnia della sua fisarmonica. Adesso siamo davvero tutti e possiamo mangiare. Nel pomeriggio sono tornati Calogero e Mario, partiti di buon mattino per l´Ipercoop di Milazzo per fare provviste.
Tutto continua giocando a carte e scherzando. Stasera ci attende il nostro primo incontro formativo con Dino Paternostro, segretario della Camera di Lavoro di Corleone, dalla quale stiamo scrivendo. Domani il racconto di quest´esperienza.
Ciao a tutti
I ragazzi/e del Campo di Corleone

1° giorno: 30 luglio

Racket. Proposta del PD all’Ars: "Nelle gare d’appalto inserire ‘clausole sirena’ per favorire chi denuncia"

“La Regione deve favorire l’imprenditoria sana e i commercianti che si ribellano al racket. Per questo le imprese che negano di pagare il pizzo o che non denunciano devono essere escluse dalle gare d’appalto pubblico”. La proposta è del Partito Democratico che all’Ars ha presentato una mozione (primo firmatario il presidente del gruppo, Antonello Cracolici) con la quale si chiede di inserire le cosiddette ‘clausole sirena’ in tutti i bandi e capitolati per l’affidamento di lavori e per l’acquisto di beni e servizi. Sono chiamate ‘clausole sirena’ perché, come un ‘richiamo’, intendono orientare gli imprenditori e i commercianti verso il percorso della legalità e della denuncia.
“In questo modo – dice Cracolici – vogliamo offrire uno strumento in più per poter dire ‘no’ al pizzo: non denunciando, infatti, l’impresa non si vedrebbero affidato il lavoro o il contratto d’appalto sarebbe rescisso. In questo senso proprio in Sicilia abbiamo recenti esempi di imprese cooperative come ‘la Sicilia’ di Bagheria, che con coraggio ha denunciato i propri estortori collaborando con le istituzioni e le forze dell’ordine. La nostra iniziativa - conclude il presidente del gruppo PD - vuol fare in modo che esempi come questo siano sempre più numerosi”.
Tra i promotori della mozione, il vicepresidente dell’Ars Camillo Oddo: “Nei giorni scorsi – dice - il PD ha proposto un disegno di legge sulla gestione dei patrimoni confiscati. Con questa mozione intendiamo inserire nel complesso quadro degli appalti pubblici nuovi strumenti per contrastare la mafia e favorire l’imprenditoria sana. E rilanciare, al tempo stesso, il ruolo propositivo del parlamento regionale rispetto al contrasto alla criminalità organizzata”.
31 luglio 2008

Sanità. Giovanni Panepinto (PD) scrive all’assessore: "Bisogna attivare la consegna domiciliare dei farmaci a malati gravi"

“La consegna domiciliare dei farmaci ai malati di patologie gravi, consentirebbe alle ASL di acquisire i medicinali direttamente dalle ditte senza passare dalle farmacie convenzionate risparmiando fino al 50 per cento della spesa ed evitando disagi per i cittadini”. Lo afferma l’on. Giovanni Panepinto (PD) in una lettera indirizzata all’assessore regionale alla sanità. “ La procedura seguita per il ritiro dei farmaci presso le farmacie territoriali – sottolinea il parlamentare regionale – comporta disagi e sovraccosti – che in altre regioni d’Italia sono stati elusi grazie all’introduzione del servizio a domicilio. Sono certo – conclude Panepinto – che la possibilità di un notevole risparmio sulla spesa per i medicinali attiverà i processi necessari per superare difficoltà burocratiche incomprensibili per tutti i cittadini già duramente colpiti da patologie gravi e croniche e costretti ad estenuanti ed inutili procedure per il ritiro dei farmaci”.
31 luglio 2008

La libertà di stampa, in special modo al Sud, è gravemente minacciata dalla mafia

“Bisogna trovare il coraggio di dire che esiste questo problema”. Lo afferma con forza Alberto Spampinato, consigliere nazionale della Federazione nazionale stampa italiana. Il problema è uno dei più gravi che affligge questo paese, ma che molto spesso viene dimenticato. La libertà di stampa, in special modo al Sud, è gravemente minacciata. La mafia, la criminalità organizzata, i poteri forti hanno buon gioco nel far tacere uomini che molto spesso restano soli. I cronisti di mafia, quelli che parlano di notizie scomode, si trovano a vivere e lavorare in solitudine, dimenticati da istituzioni e mezzi di informazione, isolati dai propri colleghi. Minacciati e costretti a subire violenze fisiche e psicologiche.Uomini che scelgono di dire no alla autocensura, che scelgono di dire no ad un’informazione “mutilata ed approvata”. Giornalisti pagati tre o quattro euro a pezzo.Quello dell’osservatorio sui cronisti sotto scorta è un progetto bello, importante, e coraggioso, ma difficile. LEGGI TUTTO

Sinistra: l'opposizione è nelle nostre mani

La sinistra deve fare la sua parte nella costruzione dell’opposizione contro il governo Berlusconi. Se la sinistra venisse meno a questo suo elementare compito non vi sarebbe nessuna efficace azione di contrasto alle politiche della destra oggi al comando del paese. Nel Seminario di Firenze dello scorso 5 luglio “Di chi è la politica? Le diverse forme e modi dell’agire politico” è stata esplorata, da tante e tanti, la questione complessa del rinnovamento delle modalità e dei meccanismi di azione della politica, indispensabile alla ricostituzione di una sinistra unita e plurale nel nostro paese. Si è assunto l’impegno di pubblicare i contributi alla discussione il più presto possibile. LEGGI TUTTO

Erice (Tp): "I boss pilotarono i voti"

L'ispettore Palmeri ha testimoniato davanti ai giudici di Trapani nel processo "Mafia e appalti 2", nel quale è imputato anche l'ex assessore Bartolo Pellegrino
ERICE (TRAPANI) - "Cosa nostra, nel 2001, in occasione delle elezioni comunali di Erice, avrebbe pilotato voti in favore del candidato Paolo Ruggirello, attuale deputato regionale dell'Mpa". Lo ha rivelato oggi in aula l'ispettore di polizia Nicolò Palmeri, deponendo come teste dell'accusa davanti ai giudici del tribunale di Trapani nell'ambito del processo scaturito dall'inchiesta "Mafia e Appalti 2", che vede imputato, tra gli altri, l'ex assessore regionale al Territorio, Bartolo Pellegrino.Durante la deposizione in aula, l'ispettore ha poi fatto riferimento alle elezioni comunali del 2003 a Valderice. In quell'occasione, ha ricordato l'investigatore, negli uffici dell'imprenditore valdericino Tommaso Coppola (oggi in carcere a seguito di una condanna in primo grado per associazione mafiosa), era presente Bartolo Pellegrino, "e concordarono di puntare sul candidato a sindaco Mario Sugameli del centrodestra". Le elezioni vennero però vinte dal centrosinistra. Il processo è stato rinviato al 17 settembre.
30/07/2008

Immigrazione. Apprendi (PD) alla senatrice Maraventano: "Le regalerò un libro sull’emigrazione italiana"

“L’ultima proposta della senatrice Angela Maraventano, in tema di emergenza immigrati, mi sembra a dir poco bizzarra se non addirittura sconvolgente”. L’on. Pino Apprendi (PD) risponde sarcasticamente alla proposta della senatrice leghista che ha paventato la possibilità di realizzare, per i naufraghi delle carrette del mare, i cpt, centri di prima accoglienza, sulle navi piuttosto che sulla terra ferma. “ La senatrice Maraventano – dice il deputato regionale – sembra dimenticare l’ondata di razzismo ed intolleranza di cui furono oggetto i nostri connazionali che, all’inizio del secolo scorso, scelsero di affrontare le difficoltà dell’emigrazione per fuggire da una realtà di miseria. Proprio per questo le farò dono di un libro scritto da Salvatore Giuseppe Pomara, dal titolo La storia che volevo raccontarti. Forse leggendo della disperazione dei siciliani in fuga verso l’America - conclude Apprendi - la senatrice leghista potrà formulare proposte meno razziste e prive di fondamento”

Immigrati, Lumia (Pd), Governo pone in essere misure inefficaci e xenofobe

Palermo, 30 luglio 2008 - «Misure inefficaci, disumane e xenofobe». E’ netto il giudizio del senatore del Pd Giuseppe Lumia in merito alle misure poste in essere dal governo nazionale per affrontare il problema dell’immigrazione nel nostro Paese.
«C’è – spiega Lumia -, da parte di ampi settori della maggioranza e del governo, un accanimento chiaramente persecutorio e ispirato ad una feroce ideologia xenofoba contro chi arriva nel nostro Paese alla ricerca di condizioni migliori di vita, spesso fuggendo dalle guerre che ci ostiniamo a non voler vedere. Mentre nulla si fa, nel frattempo, contro i mercanti di morte che speculano sulla tratta degli esseri umani o sul versante delle politiche di accoglienza e di integrazione».
«Viene il sospetto – aggiunge - che si voglia scatenare una sorta di grande caccia all’immigrato per distrarre i cittadini italiani dal disimpegno del governo su temi fondamentali per tutti quali la crisi del sistema produttivo italiano, la qualità dello stato sociale, la redistribuzione della ricchezza attraverso politiche fiscali concrete e la disuguaglianza sempre maggiore fra Nord e Sud del Paese».
«Per tacere – conclude – del tema della lotta alle organizzazioni criminali. Perché, mentre ci si spende in rituali dichiarazioni antimafia, nello stesso momento si tagliano risorse alle forze dell’ordine e si delegittima continuamente la magistratura o la si pone nella condizione di non poter svolgere il proprio compito».

martedì 29 luglio 2008

FIGLI D'ARTE. Ciancimino jr sotto scorta?

di Gabriele Isman
Mettere sotto scorta Massimo Ciancimino, a rischio per la sua collaborazione con la giustizia sui giorni delle bombe 1992 in cui lo Stato, attraverso i Ros, cercò una trattativa con Cosa nostra che presentò le sue richieste attraverso il "papello". A chiedere la protezione del figlio 44enne di Vito Ciancimino è stata la Procura di Palermo dopo le minacce - con lettere minatorie e anche almeno un pedinamento - che hanno allarmato i magistrati. LEGGI TUTTO

Il Presidente Giorgio Napolitano: "Chinnici decisivo per capire la mafia"

PALERMO - Sono cominciate a Palermo le commemorazioni del venticinquesimo anniversario della strage di via Pipitone Federico, in cui persero la vita l'ex capo dell'ufficio istruzioni di Palermo, Rocco Chinnici, i due uomini della sua scorta, i carabinieri Mario Trapassi e Salvatore Bartolotta, e il portiere dello stabile in cui il giudice viveva, Stefano Li Sacchi. Alle manifestazioni, introdotte dalla figlia del magistrato, Caterina, che ha ricordato la figura del padre e le sue intuizioni investigative, sono presenti anche il presidente del Senato Renato Schifani e il ministro della giustizia Angelino Alfano.La figlia del giudice, anche lei magistrato, ha letto una lettera del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che si dice "vicino" ai familiari di Chinnici. "Con la strage di via Pipitone Federico - scrive il capo dello Stato nel messaggio - la criminalità mafiosa si propose di privare l'Ufficio istruzione del Tribunale di Palermo del magistrato che ai colleghi più giovani stava indicando nuovi metodi operativi in grado di contrastare efficacemente l'espandersi di un fenomeno delinquenziale sempre più pericoloso e pervasivo". "Grazie alle lucide intuizioni di Rocco Chinnici e al suo rigoroso impegno - continua Napolitano - fu possibile cominciare a interpretare unitariamente i fatti di mafia, cogliendone quelle interconnessioni che, di lì a poco, avrebbero permesso di individuare autori e cause di efferati delitti. Il ricordo della tensione morale e di quella strenua difesa delle istituzioni e dei cittadini dalla sopraffazione della delinquenza organizzata, che ha connotato l'impegno di Rocco Chinnici resta indelebile nella memoria di tutti. E' con questo spirito che sono vicino a lei, ai suoi fratelli e ai familiari delle altre vittime della strage, con i rinnovati sentimenti di profonda gratitudine e di solidarietà che il Paese deve alle famiglie di chi, come suo padre, si è battuto senza risparmio fino al sacrificio della vita per affermare il primato della legalità democratica".
29 luglio 2008

lunedì 28 luglio 2008

Trapani: un ex maresciallo dell'aeronautica, originario di Corleone, si suicida in auto

TRAPANI - Un ex maresciallo dell'aeronautica, Giovanni Marino, 61 anni, originario di Corleone, si è suicidato sparandosi un colpo di pistola all'interno della sua auto parcheggiata in una piazzola nei pressi dello svincolo autostradale della Palermo-Trapani. L'uomo, pensionato da qualche tempo, prima di uccidersi ha parcheggiato la macchina e l'ha chiusa. Da quanto si è appreso ha lasciato un pacco indirizzato alla famiglia in un ufficio all'interno dell'area dell'aeroporto di Birgi. Sul suicidio indagano i carabinieri.
28/07/2008

Mafia, Oddo: "l'Assemblea regionale discuta presto il ddl del PD sui beni confiscati"

“Alla ripresa dei lavori d’aula, subito dopo la pausa estiva, chiederemo di trattare il disegno di legge sulla gestione dei patrimoni confiscati alla mafia. L’apertura al dialogo da parte del capogruppo del Mpa Lino Lenza è un segnale positivo e incoraggiante su un tema fondamentale per la crescita della Sicilia, quale è appunto quello del contrasto alla criminalità organizzata”. Lo dice Camillo Oddo, vicepresidente dell’Ars, che nei giorni scorsi ha proposto, insieme con il presidente del gruppo PD Antonello Cracolici, un ddl che intende facilitare e ottimizzare la gestione e il riutilizzo dei beni definitivamente confiscati alla mafia da parte di enti locali, associazioni e cooperative.
Sulla vicenda era intervenuto anche il segretario nazionale del Partito Democratico, Walter Veltroni, che nell’apprezzare l’iniziativa del gruppo PD all’Ars aveva definito la proposta di legge “uno strumento per declinare la lotta alla criminalità in maniera positiva, consentendo alle realtà locali di recuperare e di riusare in maniera davvero utile i beni confiscati”.
28 luglio 2008
FOTO. L'on. Camillo Oddo

Le vignette di Staino

Staino 28 luglio2008

Staino 27 luglio 2008

Il Pd presenta mozione al presidente della Provincia per impugnare il decreto della Regione sugli Ato rifiuti

Il capogruppo del PD alla Provincia di Palermo Gaetano Lapunzina ha presentato, insieme agli otto consiglieri del PD, e i due di IDV, più Marotta di RC e Celesia di UPS, una mozione al presidente della Provincia di Palermo Giovanni Avanti per impugnare, entro i termini di legge, ossia, entro e non oltre il 05 agosto p.v., il decreto approvato dal governo regionale sulla riforma degli Ato rifiuti, nella parte che riguarda l’esclusione delle province regionali dalle attribuzioni di competenze previste dalle legge regionale n.9.
“ Rivendicare le competenze che spettano alle province per legge – ha detto Lapunzina- è il primo atto necessario per realizzare quel rilancio delle province che tanto ha invocato il presidente Avanti prima durante la campagna elettorale e poi nel suo insediamento. A questo punto ci auguriamo che non restino solo parole e che inviti al più presto, considerata la ristrettezza dei termini, il presidente del consiglio Tricoli a convocare il consiglio per calendarizzare e votare la mozione”.
Palermo, 28 luglio 2008

GELA, RECUPERATA UNA NAVE GRECA DEL V SEC. a.C.

Ato Belice Ambiente. Ancora non arrivano gli stipendi di giugno: stato di agitazione degli operatori

Per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani a Corleone (e in tutti i comuni dell’Ato “Belice Ambiente”), si va di male in peggio. Da alcuni giorni non è più utilizzabile la discarica di Camporeale, devastata da un incendio. Un grosso problema perché nessun altro comune dell’Ato ha una discarica in regola, per cui gli autocompattatori si stanno scaricando a Bellolampo, con costi del servizio proibitivi. Come se ciò non bastasse, ad oggi, 28 luglio 2008, tutti gli operatori devono ancora percepire lo stipendio di giugno e adesso anche quello di luglio. LEGGI TUTTO

L'avvocato Gregorio Di Maria: "Così ho visto assassinare il bandito Giuliano"

La sequenza filmata dei funerali del bandito Giuliano. Il racconto dell'avvocato De Maria, ormai centenario, nel cui cortile fu esposto il corpo senza vita del bandito. Queste drammatiche fotografie sono state scattate da Salvatore Scaduto, di Salemi, arrivato tra i primi sul posto del delitto. Il cadavere del bandito è stato ritratto poche ore dopo la messa in scena dei carabinieri del colonnello Luca e del capitano Perenze nel cortile dell'avvocato di Castelvetrano. Il risentimento dei segugi della prima ora per essere stati esclusi dall´atto finale e i ricordi di coloro che furono i primi a vedere la salma. Il racconto di Lino Buscemi. LEGGI TUTTO

Archeologia. Vi fu un maremoto a Gela nel V secolo a.C.?

Gela. Ci fu un maremoto a Gela nel V secolo a.C.? Affondò per questo la nave greca di Gela? E' un' ipotesi che prende sempre più corpo via via che si analizzano i resti ed il carico della nave greca e si comparano con altri dati. Nel periodo in cui l'imbarcazione affondò finisce anche la vita dell'emporio arcaico di Bosco Littorio, l'area commerciale della colonia greca, di fronte al porto, venuta alla luce negli anni scorsi e nelle cui botteghe in mattoni crudi vi sono proprio i segni di crolli per eventi traumatici quali un maremoto o un terremoto. LEGGI TUTTO

sabato 26 luglio 2008

Beni Confiscati, Ligabue e don Ciotti piantano un ulivo sui terreni dei boss mafiosi

26/07/2008
Sulle terre confiscate ai boss, devastate da incendi sospetti e teatro di frequenti danneggiamenti, e' tornato il simbolo della pace: l'ulivo.
A piantarlo sono stati il cantautore Luciano Ligabue e il presidente di Libera, don Luigi Ciotti, che questa mattina hanno interrato la prima delle 2000 piante che sorgeranno in contrada De Sisa, terreno confiscato al boss Salvatore Genovese, tra i comuni di Monreale e Partinico. Grazie alla campagna per la legalita', lanciata dal comune d'origine del cantante, Correggio, e altri paesi in provincia di Reggio Emilia (Campagnola Emilia, Fabbrico, Rio Saliceto, Rolo e S.Martino in Rio) si potranno comprare le piante che sostituiranno quelle devastate dall'incendio scoppiato lo scorso 14 giugno. LEGGI TUTTO
(ANSA) - PALERMO, 26 LUGLIO (FOTO by C. Di Carlo)

LA MEMORIA. Rita Atria: "L’unica speranza è non arrendersi mai..."

23/07/2008 17.51.55

"Rita, non t'immischiare, non fare fesserie" le aveva detto ripetutamente la madre, ma, Rita aveva incontrato Paolo Borsellino, un uomo buono che le sorride dolcemente, e lei parla, parla…racconta fatti. Fa nomi. Indica persone, compreso l'ex sindaco democristiano Culicchia, che ha gestito e governato il dopo terremoto. "Fimmina lingua longa e amica degli sbirri" disse qualcuno intenzionalmente, e così al suo funerale, di tutto il paese, non andò nessuno. Non andò neppure sua madre, che, disamorata, fredda e distaccata, l'aveva ripudiata e minacciata di morte perché quella figlia così poco allineata, per niente assoggettata, le procurava stizza e preoccupazione. LEGGI TUTTO

Paceco, i meloni della legalità

Paceco, 25.07.2008 | di Rino Giacalone

Paceco. Dapprima il grano, adesso i meloni. I terreni che la mafia trapanese ha usato per testimoniare la sua presenza ingombrante ed invasiva, ed anche violenta, nel territorio, adesso sono tornati ad essere produttivi e solo a tutto guadagno della società civile. Prodotti poi “tutta salute” considerato che si tratta di coltivazioni esclusivamente biologiche. Nelle campagne dove ha regnato il capo mafia di Trapani Vincenzo Virga, il boss che è indagato per essere stato il mandante della uccisione di Mauro Rostagno e che sconta l’ergastolo per tutta un’altra serie di delitti, compreso quello orrendo della strage di Pizzolungo del 2 aprile 1985 quando il tritolo destinato al giudice Carlo Palermo dilaniò Barbara Rizzo Asta ed i suoi due gemelli di sei anni Salvatore e Giuseppe, in questi terreni confiscati alla famiglia Virga oggi lavora la cooperativa “Placido Rizzotto” in attesa che anche qui nasca una cooperativa di giovani trapanesi che vogliano coniugare lavoro, di quello regolare, rispettoso dei contratti e della sicurezza, e l’antimafia. LEGGI TUTTO

Trapani, una procura che si svuota, mafiosi e complici ringraziano

Trapani, 24.07.2008 | di Rino Giacalone

Tre magistrati sono andati già via dalla Procura di Trapani, i pubblici ministeri Luciano Di Transo, Marco Gaeta, Elisa Pazè, un altro è in procinto di farlo, il sostituto procuratore Delia Boschetto, c’è poi l’ufficio lasciato da un altro magistrato ancora, Alessandra Converso, che dopo un lungo periodo di astensione obbligatoria per maternità, anche lei sarà presto destinataria di trasferimento. Cinque poltrone, dunque, in totale, dell’ufficio inquirente trapanese che sono destinate a liberarsi ma a restare vuote. LEGGI TUTTO

Beni Confiscati. Boom di adesioni ai campi di lavoro nei feudi confiscati alla mafia

Cerca di stare tranquilla sulla sedia di vimini, ma l´entusiasmo è grande. Scatta come una saetta. Anna vive a Padova e ha 19 anni. Una carriera di scout e tanta voglia di esserci. Quando ha saputo che la coop "Placido Rizzotto" organizzava campi di lavoro nei terreni confiscati alla mafia, ha deciso di sporcarsi le mani per provare a capire se la Sicilia è quella dipinta dalla tv.
«Sto vivendo una bellissima esperienza a Portella della Ginestra - racconta - La Sicilia non è solo mafia, ma anche antimafia. È una realtà sicuramente diversa da quella che ci prospettano i telegiornali. La disponibilità e l´impegno dei soci della cooperativa è indescrivibile». Armata di coltellino e cappellino, Anna è una di quei ragazzi che a Paceco hanno raccolto i meloni nelle terre confiscate al boss trapanese Vincenzo Virga. Cinquecento quintali che verranno commercializzati in Italia dalla Coop e che conterranno una vitamina in più: la "l" della legalità. LEGGI TUTTO

RADOVAN KARADZIC, IL DOTTORE DELLA MORTE

di Davis Fiore
La notizia della cattura di Karadzic chiude un capitolo importante della storia, ma non ne sradica il fondamento ispiratore che ha condotto alle sanguinose atrocità umane che tutti noi conosciamo, ossia al genocidio nei Balcani. Radovan Karadzic era uno psichiatria e Slobovan Milosevic aveva ricevuto trattamenti mentali da lui per 25 anni prima della pulizia etnica. Il Partito Democratico Serbo, di cui Karazdic era a capo, venne in realtà fondato dal suo amico Jovan Rascovic, che era anche suo maestro. Rascovic teorizzava la Super razza Serba, su cui si basarono le operazioni di igiene razziale nella ex-Jugoslavia. Ideologie che ricordano molto da vicino l’eugenetica di Rudin, la quale precedette l'avvento del nazismo. LEGGI TUTTO

venerdì 25 luglio 2008

Mafia. Il gruppo PD all’Ars presenta un ddl a sostegno dei comuni e delle cooperative sociali che gestiscono i patrimoni confiscati

Il gruppo del Partito Democratico all’Assemblea regionale siciliana ha presentato un disegno che intende facilitare e ottimizzare la gestione e il riutilizzo dei beni definitivamente confiscati alla mafia da parte di enti locali, associazioni e cooperative. Il ddl è stato presentato dal presidente del gruppo Antonello Cracolici e dal vicepresidente dell’Ars Camillo Oddo, ed è stato sottoscritto dagli altri deputati del gruppo PD. LEGGI TUTTO

Isola delle Femmine. Le minacce di morte a chi lotta contro Italcementi

Isola delle Femmine. Minacce di morte ai cittadini che lottano contro Italcementi. Contro Pino Ciampolillo, leader del comitato “Isola Pulita”, le intimidazioni di chi vuole difendere la permanenza dello stabilimento. “Abbiamo fallito, chiudiamo”, dicono i soci di Isolapulita.
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Leggi il servizio di “Centonove”

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giovedì 24 luglio 2008

Palermo. Protesta forestali, Cuffaro insultato e aggredito

PALERMO - Un gruppo di lavoratori forestali, che manifestava a Palermo, ha aggredito verbalmente e insultato l'ex governatore della Sicilia e ora senatore dell'Udc Totò Cuffaro.
Il senatore è rimasto bloccato a bordo dell'auto nei pressi dell'assessorato regionale all'Agricoltura, in viale Regione siciliana, dove si è svolta la manifestazione che per diverse ore ha mandato in tilt la circolazione in città, creando code di qualche chilometri in direzione dell'autostrada.

Corleone, inaugurato sportello anti-usura ed anti-racket

E' stato inaugurato questa mattina a Corleone lo sportello anti-usura ed anti-racket, voluto dalla coop sociale "Solidaria", da Confcommercio e Confesercenti e dalla Camera di Commercio di Palermo. La sede è in via Crispi, nei locali confiscati a prestanome del boss mafioso Totò Riina. Lo sportello è gestito dal Circolo Arci "IncontrArci". Alla cerimonia di inaugurazione hanno partecipato il presidente della Camera di Commercio di Palermo, Roberto Helg, la dirigente di Concommercio, Rosanna Montalto, il sindaco di Corleone, Nino Iannazzo, il presidente del consiglio comunale, Mario Lanza, il presidente della coop "Lavoro e non solo", Calogero Parisi. E, insieme a loro, Salvatore Giacopello e Massimo Provenzano, i due operatori dello sportello, e una delegazione di giovani volontari venuti in Sicilia dalla Toscana per dare una mano alla coop "Lavoro e non solo".

Corleone. Solidarietà a Telejato. E qualche riflessione...

Ieri sera, il consiglio comunale di Corleone si è stretto intorno al direttore Pino Maniaci e all’intera redazione di Telejato, la battagliera Tv di Partinico, che non ha paura dei boss mafiosi e dei loro complici. Un atto significativo, deciso ed attuato da un importante organo istituzionale, in uno dei paesi a più alta intensità mafiosa della Sicilia. Tutti gli interventi hanno sottolineato che in un Paese democratico non sono tollerabili minacce e intimidazioni alle libertà individuali e collettive, a cominciare dalla libertà d’informare. Tutti gli interventi hanno espresso sostegno e solidarietà a Pino Maniaci, invitandolo a non mollare ed a continuare col massimo impegno nell’attività di denuncia.
Ovviamente, è relativamente facile fare antimafia “parlata”, come egregiamente ha fatto ieri sera il consiglio comunale di Corleone. Un po’ più difficile praticare coerenza tra quello che si dice e quello che si fa. Avviene ovunque e, a maggior ragione, a Corleone, dove tutti conoscono tutti. Proprio nella stessa giornata di ieri, si è svolto a Corleone il matrimonio dell’ultimogenita di casa Riina. E, a torto o a ragione, per i mass media è diventato un evento, che ha fatto consumare fiumi d’inchiostro e chilometri di pellicola. La giornata di ieri per qualche rappresentante delle istituzioni è stata davvero pesante. Di mattina (e fino al pomeriggio inoltrato) al matrimonio del secolo della figlia di uno dei più feroci boss di Cosa Nostra; di sera a manifestare solidarietà a Pino Maniaci e a Telejato, minacciati dalla mafia. Tutto normale? In terra di Sicilia, dove la coerenza è un optional, probabilmente si… (d.p.)
24 luglio 2008
NELLA FOTO: Pino Maniaci interviene nella seduta del CC di Corleone.

mercoledì 23 luglio 2008

Sonia Alfano: "La loro nuova famiglia si fonda sul dolore inferto a centinaia di altre famiglie"

Roma, 23 LUG (Velino) - "Ci auguriamo che Lucia Riina e il marito Vincenzo Bellomo, segnalato nei pizzini ritrovati nel covo di Provenzano, siano consapevoli che la loro nuova famiglia si fonda sul dolore inferto a centinaia di altre famiglie di familiari delle vittime della mafia". Lo ha detto Sonia Alfano, candidata alle regionali in Sicilia con la lista "Amici di Beppe Grillo", che si è espressa a nome dell'Associazione nazionale dei familiari delle vittime della mafia. LEGGI TUTTO

Si sposa la figlia di Totò Riina, in chiesa a Corleone anche i turisti

Il matrimonio di Lucia Riina, figlia minore del capomafia, con Vincenzo Bellomo è diventato un autentico evento nel paese del boss
PALERMO - Nella chiesa dell'Immacolata di Corleone, Lucia Riina, la figlia minore del capomafia Salvatore Riina, si è sposata oggi con Vincenzo Bellomo. "Salutiamo i giornalisti, dovranno pagarci i diritti", ha detto entrando in chiesa il fratello di Lucia, Giuseppe Salvatore, da poco scarcerato dopo una condanna per associazione mafiosa. Il ragazzo, 30 anni, ha accompagnato la sorella all'altare. È l'unico maschio della famiglia libero. Il fratello Giovanni sconta due condanne all'ergastolo per omicidio e il padre è detenuto dal '93.La madre, Ninetta Bagarella, abito scuro, visibilmente commossa, ha portato il velo bianco della ragazza. Accanto agli sposi due coppie di testimoni Maria Concetta Riina, sorella della sposa, e il marito Antonino Ciavarello e Francesca e Gianfranco Moscato, amici della coppia. Il matrimonio è stato celebrato da frate Giuseppe Gentile. Nella chiesa un centinaio di persone ed anche un gruppetto di turisti che ha assistito, incuriosito, alla cerimonia.
23/07/2008
Quando Leoluca Bagarella sposò Vincenzina Marchese...

Il matrimonio di Lucia Riina. Il marito: "Ringrazio mio suocero Totò"

PALERMO - "Grazie di cuore a tutti i familiari che oggi sono qui con noi: grazie a mio suocero Salvatore Riina". Al termine della cerimonia nuziale Vincenzo Bellomo, novello sposo di Lucia Riina, figlia minore del capomafia corleonese Totò Riina, ha ringraziato tutti i parenti che oggi non hanno potuto partecipare alle nozze. Oltre al suocero, detenuto dal '93, non ha assistito al matrimonio neppure il fratello della sposa, Giovanni, primogenito del boss, che sconta in carcere due condanne all'ergastolo per omicidio.Per ironia della sorte Vincenzo Bellomo era il nome che Salvatore Riina utilizzava durante la latitanza. Il giorno dell'arresto fu trovato in possesso di una carta di identità intestata proprio ad un Vincenzo Bellomo di Mazara, ragioniere. 23/07/2008

Il matrimonio di Lucia Riina. La madre ai giornalisti: "Che ci fate qui?"

PALERMO - "Che c'entrate oggi qui? Potevate farne a meno, per noi questo è un giorno di festa". Rallenta solo un istante prima di salire in auto e raggiungere la figlia e il genero nel locale "La schiera" in cui sarà celebrato il banchetto nuziale, Ninetta Bagarella, moglie del capomafia Totò Riina, che oggi ha partecipato alle nozze della figlia più piccola Lucia.Rompendo il silenzio dietro al quale si è chiusa da decenni, Ninetta Bagarella, sorella del capomafia Leoluca Bagarella, ha aggiunto: "Non c'è niente da vedere, non capiamo il perchè della vostra sceneggiata"."Se volete parlare con qualcuno, qui c'è l'avvocato", ha aggiunto rivolgendosi ai cronisti Ninetta Bagarella, raggiunta all'uscita dalla chiesa dall'avvocato Giovanni Anania, legale di numerosi capimafia tra cui il fratello, Leoluca Bagarella.
23/07/2008

Il matrimonio di Lucia Riina. Il sacerdote: "Lasciatela in pace"

PALERMO - "Lasciate stare questa ragazza, lasciatela in pace, non ha nulla di cui riscattarsi. Vi siete mai chiesti se sta soffrendo? Io vi dico che porta un segno e la vostra presenza non fa che ricordarglielo". Apostrofa duramente i cronisti e li invita a non rimanere in chiesa, Fra Giuseppe Gentile, sacerdote dell'Immacolata di Corleone, dove è celebrato il matrimonio fra la figlia più piccola del boss Totò Riina, Lucia, 28 anni e Vincenzo Bellomo, 34 anni, rappresentate di prodotti alimentari.Il parroco, che ha criticato la presenza della stampa alla cerimonia, ha aggiunto: "Questa giovane ha scelto di sposarsi in pubblico non di nascosto e questo è già un segnale importante, non fate pagare ai figli colpe che non hanno".Il sacerdote si è rifiutato di dire il suo nome ed ha concluso: "Non è importante come mi chiamo". Durante la messa sono stati letti brani del Cantico dei cantici, e del Vangelo di Matteo. La cerimonia è stata chiusa dal canto dell'Ave Maria di Schubert.
23/07/2008

martedì 22 luglio 2008

Corleone. Mercoledì 23 luglio seduta del consiglio comunale per esprimere solidarietà a Maniaci

Domani sera (mercoledì 23 luglio) alle ore 20.00, è stato convocato il consiglio comunale di Corleone in sessione straordinaria per esprimere sostegno e solidarietà a Pino Maniaci e alla redazione di Telejato (Partinico). Sono stati invitati i rappresentanti politici, delle forze dell'ordine e delle associazioni. E' stato invitato anche il giornalista di Telejato Pino Maniaci, a cui nei giorni scoprsi è stata incendiata la macchina posteggiata sotto i locali della redazione.

lunedì 21 luglio 2008

Corleone. Mercoledì mattina si sposa la figlia minore del boss mafioso Totò Riina

(ANSA) - CORLEONE (PALERMO), 21 LUG - La figlia minore di Salvatore Riina, Lucia, 28 anni compiuti lo scorso 11 aprile, si sposerà dopodomani, mercoledì mattina, nella chiesa dell'Immacolata, a Corleone, con Vincenzo Bellomo, rappresentante, con cui è fidanzata da alcuni anni. Dopo la cerimonia è previsto l'intrattenimento nel ristorante "La Schera" dov'è atteso un centinaio di persone. LEGGI TUTTO

Corleone. Si mangia "pane, olio e... legalità" nelle case confiscate a Provenzano e Riina

CORLEONE – Un’iniziativa originale, che ha consolidato il “ponte ideale” Sicilia-Toscana, rafforzando il percorso di quell’antimafia sociale, che sta dando lavoro “pulito” e prodotti con una vitamina in più, la vitamina “L” della Legalità. E’ successo questo stamattina a Corleone, con l’aperitivo servito nella casa di cortile Colletti, confiscata a Bernardo Provenzano, e il pranzo consumato nella casa di via Crispi, confiscata ai nipoti di Totò Riina, organizzati dalla cooperativa “Lavoro e non solo” a cui le due strutture sono state assegnate. Una “trovata” dell’Arci e della Cgil della Sicilia e della Toscana, in collaborazione con Libera, Legacoop e Banca Etica. Alla domanda “Cosa volete a pranzo?”, hanno risposto “Pane Olio e …Legalità”, Alessio Gramolati, segretario generale della Cgil -Toscana, Italo Tripi, segretario generale della Cgil-Sicilia, Paolo Beni, presidente nazionale dell’Arci, Manuele Marigolli, della Cgil di Prato, Mario Batistini, della Cgil di Firenze, e Valter Bartolini, della Cgil Pistoia. Con loro, l’ospite d’eccezione: Fabio Picchi, Chef del Ristorante “Cibreo” e del Circolo “Teatro del Sale” di Firenze, che ha scelto il menù. LEGGI TUTTO

domenica 20 luglio 2008

Campi di lavoro antimafia. I volontari toscani in via D'Amelio per ricordare Paolo Borsellino

Ieri mattina è stato il momento del fiction televisiva. Infatti i nostri volontari si sono cementati in un attività loro non propria ma che era stata preannunciata nel percorso formativo in Toscana. Infatti una troupe di Rai Uno è venuta per fare un servizio sulle vacanze alternative. Quindi è stato ripreso il loro impegno nella base logistica e nei terreni confiscati alla mafia. Qui tre interviste: Elisa, Salvatore e Tommaso. Tre testimonianze vere e originali, senza filtro. Nelle riprese un piccolo incidente diplomatico; il giornalista preferiva alcune magliette ad altre, poi è stato chiarito che serve la pluralità dell'impegno antimafia. Francesca non ha avuto dubbi nel contestare questo. Peccato che la maglietta rossa con la scritta CGIL non trovasse posto in questa pluralità. Alfredo il nostro volontario della Casa del Popolo di Capraia a Limite, che indossava questa maglietta ha testimoniato la sua fermezza e ha fatto la sua scelta: non si è girato la maglietta. Chissà se le sue immagini troveranno posto negli 8 minuti del servizio su 2 ore di riprese! Ma l'importante da parte nostra è stato quello di garantire pluralità, rispetto e dignità alla storia e al presente. Con noi, e insieme ad altri, vi è in questo progetto anche la CGIL. Questa è la verità!
Nel primo pomeriggio ci siamo spostati a Palermo, in Via D'Amelio. Qui ci siamo incontrati con la delegazione di 21 persone dell'Unicoop Tirreno. Non eravamo in molti purtroppo ma oramai siamo abituati ad una crisi della partecipazione popolare che ha ceduto il suo primis allo spazio mediatico. Con Marco Lami, presidente dell'Unicoop Tirreno, abbiamo commentato l'importanza delle nostre Case del Popolo, delle Sezioni Soci Coop: è un bene comune, un patrimonio di partecipazione popolare che dobbiamo tenere come il nostro tesoro. In serata l'incontro alla Biblioteca Comunale con Ida Bocassini, giudice impegnata nell'antimafia e in tangentopoli moderna. Il tema è la coerenza!! Tanta gente attenta ad ascoltare.
Maurizio Pascucci
Esecutivo Arci Toscana
Coordinatore Progetto Liberarci dalle Spine

Renato Schifani in visita a "Tele Jato"

Il presidente del Senato vicino non solo simbolicamente all'emittente di Partinico ed al giornalista Pino Maniaci, che nei giorni scorsi ha subìto l'ennesima intimidazione
PALERMO - "Voglio testimoniare la presenza forte dello Stato a casa tua, in un momento molto delicato della tua vita. Faremo di tutto perché non si abbassino i riflettori su di te e sulla tua attività". L'ha detto il presidente del Senato, Renato Schifani, che questa mattina si è recato a Partinico, nella redazione di "Tele Jato", per portare la sua solidarietà a Pino Maniaci, direttore dell'emittente, al quale due giorni fa è stata bruciata l'auto.Schifani ha poi rilasciato un'intervista a Maniaci, nella quale ha parlato dell'inasprimento del 41 bis, annunciato dal ministro della Giustizia, Angelino Alfano e ha assicurato che non ci saranno riduzioni di risorse per le forze dell'ordine.Il presidente del Senato ha parlato della fase costituente che si aprirà in questa legislatura, "attraverso un processo di dialogo e collaborazione con l'opposizione".Dialogo auspicato anche per quanto riguarda la riforma del sistema giudiziario. "La migliore lotta alla mafia la sta facendo la società civile - ha concluso Schifani -. Allo stesso tempo sta nascendo una nuova classe politica di amministratori più consapevoli. Sono fiducioso, ma non possiamo abbassare il livello di guardia e di attenzione".
20/07/2008
LE NUOVE MINACCE A MANIACI: GUARDA IL VIDEO

sabato 19 luglio 2008

A 16 anni dalla strage mafiosa di via D'Amelio: "Borsellino sempre con noi!"

A Palermo la commemorazione della strage di via D'Amelio a 16 anni di distanza. Il messaggio di Napolitano: "Il suo sacrificio rimane un esempio di lotta contro la sopraffazione". Il ministro Alfano: "Proprio da oggi scatta un inasprimento del carcere duro per i boss". De Magistris: "C'è una magistratura sana che può fare giustizia"- LEGGI TUTTO

Due video in onore di Paolo Borsellino

Sicilia, la caccia al via dal 1° settembre. Lav: "Micidiale condanna a morte per gli animali"

PALERMO - La stagione venatoria in Sicilia inizierà il 1° settembre per terminare il 31 gennaio. "Abbiamo ascoltato - dice l'assessore Giovanni La Via - le istanze di tutte le associazioni, accogliendo anche alcune proposte per la tutela di diverse specie. Penso che abbiamo raggiunto un buon compromesso, che rappresenta la sintesi delle varie parti in causa". All'inizio, comunque, sarà consentito di sparare solamente ad alcune specie. Per tutta la stagione venatoria, ogni cacciatore potrà "sparare" al massimo per 28 giornate così divise: 14 giornate (dall'1 settembre al 16 novembre) e 14 (dal 17 novembre al 31 gennaio 2009). Per ogni giornata il cacciatore non potrà abbattere più di 15 capi di selvaggina.
"Si tratta di un'irresponsabile apertura anticipata, in deroga alla legge statale che prevede invece la data della terza domenica di settembre", denuncia Ennio Bonfanti, responsabile fauna della Lav Sicilia. Per Bonfatti è "un ottimo regalo ai 53mila cacciatori siciliani, una micidiale condanna a morte per centinaia di migliaia di animali tra cui specie endemiche e minacciate, come la lepre italica". Secondo il dirigente della Lav, il provvedimento del governo "rappresenta un aberrante attacco alla natura. Basti solo pensare che, secondo il calendario assessoriale, ogni cacciatore potrà uccidere 15 animali al giorno, ovvero 795mila animali al giorno per l'insieme delle doppiette siciliane".
19/07/2008

Emma Marcegaglia, presidente degli industriali: "Un siciliano si occuperà dei rapporti tra Confindustria, Magistratura e Forze dell'ordine".

INTERVISTA DI EMMA MARCEGAGLIA, PRESIDENTE DELLA CONFINDUSTRIA, RILASCIATA IN ESCLUSIVA AL TGR SICILIA
“Il tema della sicurezza e della lotta alla criminalità è al centro del mio programma. Intendo portarlo avanti. C’è già un modello molto valido proposto dagli imprenditori siciliani che intendo supportare e valorizzare al massimo”. Si schiera a favore della coraggiosa azione antimafia condotta dagli industriali dell’Isola il Presidente di Confindustria Emma Marcegaglia in una lunga intervista esclusiva concessa alla TGR Sicilia. “E’ un impegno per la legalità quello di Confindustria Sicilia – afferma il leader degli imprenditori – che sostengo totalmente. Credo che questo sia il vero punto di attacco alla mafia. Insieme faremo altre iniziative ancora più forti. Verrò in Sicilia ad ottobre e li lanceremo ulteriori battaglie che porteremo avanti”.
Tra le iniziative – anticipa la Marcegaglia ai microfoni della redazione siciliana della Rai – c’è l’istituzione di una figura di raccordo tra la Confindustria e le istituzioni impegnate sul territorio per la sicurezza e la lotta al crimine organizzato, magistratura e forze dell’ordine in testa. Top secret il nome di chi ricoprirà questo delicato incarico: “sarà certamente un siciliano” si limita a dire il Presidente di Confindustria.
“Agli imprenditori dico di andare avanti. La battaglia per la legalità – aggiunge Emma Marcegaglia – deve diventare di tutti gli imprenditori dell’Isola. Mi rendo conto che è facile dirlo da qui, è più difficile quando si vive in quei territori e in quelle situazioni. Ma penso che questa sia l’unica strada per poter far ritornare la Sicilia a crescere, con una crescita solida, vera, duratura”.
Per il numero uno degli industriali italiani l’impegno per la legalità “deve riguardare tutto il Mezzogiorno – conclude nell’intervista alla TGR Sicilia - e alcune aree del Nord Italia dove il problema è comunque sentito”.

venerdì 18 luglio 2008

Campi di lavoro antimafia a Corleone. Cinema in villa e pranzo con "pane, olio e... legalità"

Domenica 20 luglio, nell'ambito della rassegna "Nuovo Cinema Corleone", sarà proiettato "Metello". Lunedì 21 luglio, pranzo a base di "pane, olio e... legalità". Cucinano i volontari dei campi, Alessio Gramolati, segretario generale della Cgil Toscana, ed Italo Tripi, segretario generale della Cgil Sicilia, diretti dallo chef fiorentino Fabio Picchi.
Palermo, 18 lug- Anche quest’anno, tra giugno e ottobre, si terranno in Sicilia i campi di lavoro e studio sui terreni confiscati alla mafia nei comuni di Corleone, Monreale, Roccamena e Canicatti’, che sono gestiti oggi dalla cooperativa “Lavoro e non solo”. E’ un progetto, “Liberarci dalle spine”, dell’Arci e della Cgil della Sicilia e della Toscana e di Libera, che viene realizzato per il quarto anno consecutivo coinvolgendo oltre 300 giovani provenienti principalmente dalla Toscana ma anche da altre regioni. “L’idea principale- spiega Dino Paternostro, segretario della Camera del lavoro di Corleone- e’ quella di consolidare un ponte ideale tra diverse regioni del paese, per promuovere un messaggio antimafia, ma anche l’attivita’ delle cooperative che lavorano sui terreni confiscati”. LEGGI TUTTO
18 luglio 2008

Partinico. In fiamme auto di giornalista. Ancora una minaccia della mafia

Partinico: incendiata nella notte l'auto di Pino Maniaci, aggredito mesi fa dal figlio di un boss e da un altro ragazzo. Più volte il giornalista ha denunciato gli affari della mafia attraverso la tv. "Non ho paura e andrò avanti nel mio lavoro", dice.
PALERMO - Ancora un'intimidazione per Pippo Maniaci, direttore dell'emittente televisiva Telejato di Partinico (Palermo). Nella notte ignoti hanno incendiato la sua auto che era parcheggiata a 100 metri dalla redazione della piccola emittente, nel centro del paese di Partinico. La dinamica. Verso le 23 di giovedì notte, la Fiat Tipo grigio scuro con le insegne della tv locale di Partinico, cosparsa completamente di benzina, prende fuoco. In quel momento Maniaci si trovava già nella sua abitazione, distante dalla redazione. Per caso nel momento dell'incendio, davanti alla sede della tv, passano i Vigili del fuoco, che evitano lo scoppio dell'auto. Immediatamente sono iniziate le indagini dei Carabinieri e del Ris e sull'episodio è stata aperta un'inchiesta anche della magistratura. LEGGI TUTTO

giovedì 17 luglio 2008

Colloquio con don Andrea Gallo: "Il vero peccato è il consumismo che ci ha cambiati tutti. Ne parlavamo spesso con Fabrizio De Andrè"

di Wanda Valli
La foto di don Bosco, il sigaro spento, il fazzoletto rosso al collo. La fede e la speranza, la testardaggine e il sorriso. Don Andrea Gallo, è tutto qui, nei simboli più cari, nei vezzi, nel carattere, lui prete di strada per scelta, che oggi compie 80 anni. Alla vigilia, li racconta nella comunità di San Benedetto, in una piccola stanza con i mobili arraffati, regalati, raccattati, con il ventilatore che non funziona e il caldo che entra dalla finestra aperta, vicino a don Bosco incorniciato e appeso al muro. Andrea Gallo è seduto alla scrivania, il pensiero va al suo mese del destino: «mi è successo tutto a luglio, la mia mamma ricordava che ero nato alle 13 di un 1928 rimasto nella storia perché caldissimo. A luglio c´è la festa della Madonna del Carmine, la svolta della mia vita, perché sono arrivato qui nel 1964, accolto da Siri, a luglio del 2001, c´è stato il G8, adesso la sentenza». Leggi tutto

IL GALLO DA BATTAGLIA

Dopo il campo di lavoro e di studio in Toscana. Il mio viaggio continua…

di ANDREA ACCORDINO
E così cala la notte. Era da tanto che non stavo sveglio qui nella mia terra, nel mio paese, in questo balcone, a casa mia. Così tra una pagina e l’altra di Ken Follett, vengo colto dalla giusta ispirazione e decido di scrivere della mia esperienza lì in Toscana, quell’esperienza che mi ha cambiato la vita. È meglio cominciare dal principio, se poi voglio trarre le mie conclusioni. Il mio viaggio, nel senso puramente fisico di corpo che si muove, è iniziato il 23 giugno quando con i miei amici ho preso il treno che ci avrebbe trasferito da una realtà ad un’altra ben diversa; ma se devo dirla tutta il vero viaggio, quello che ha portato la mia mente a conoscere molti piccoli universi di un’unica realtà, è iniziato la sera del 24 giugno quando ho avuto l’occasione di ascoltare le parole di Fabio, il presidente del circolo Ho Chi Minh, parole che mi hanno scosso, che hanno mosso in me quella verità che in quei quindici giorni si è fatta sempre più evidente: “sta per iniziare qualcosa di nuovo!” . LEGGI TUTTO

mercoledì 16 luglio 2008

Corleone, gli operai ex Sicula Ciclat ancora senza il salario di giugno...

Continua il calvario degli operai di Corleone ex dipendenti della Sicula Cliclat. Dai primi di aprile sono transitati all’Ato “Belice-Ambiente” di Monreale, ma nessuno dei problemi che avevano denunciato è stato risolto. Nemmono quello urgentissimo del pagamento regolare del salario. Al 17 luglio, infatti, nessun operaio dell’Ato ha ancora percepito le spettanze di giugno. Come quando gli operai di Corleone erano dipendenti della Sicula Ciclat, anzi peggio. Non vengono pagati perché l’Ato non ha nemmeno un euro. E non ha nemmeno un euro perché i sindaci dei comuni dell’ambito non pagano le quote mensili per il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani. E si possono permettere di non pagare (ma i cittadini le bollette – spesso raddoppiate o triplicate - le pagano regolarmente) perché sono loro gli azionisti dell’Ato, sono loro ad eleggere presidente e consiglio di amministrazione. Quindi…
E pensare che proprio la stragrande maggioranza di questi sindaci sono quelli che hanno saccheggiato l’Ato, imponendo l’assunzione di decine e decine di “clienti”, se non addirittura di consiglieri comunali ed assessori in carica (i casi Corleone-Bisacquino insegnano!). Adesso, a saccheggio consumato, dicono tutti che non hanno soldi, che non possono farci niente. Ma agli operai senza salario nessuno pensa? Proprio nessuno? (d.p.)
FOTO. Un gruppo di operai ex Ciclat

Lo spreco della mafia

Maria Novella Oppo
I pochi spazi di discussione politica rimasti aperti in tv sono stati ovviamente dedicati nelle ultime ore alla notizia scioccante dell’arresto di Ottaviano Del Turco
, che mette in causa tutta la gestione della Sanità. Un settore cui si rivolge tanta parte delle finanze pubbliche e che, chissà perché, nel governo Berlusconi non ha neanche un ministero. Le inchieste si accavallano e per lo più riguardano la destinazione dei fondi ai privati, che si arricchiscono, mentre lo Stato si impoverisce. E questo viene portato a riprova del fatto che il privato sarebbe più produttivo (per i privati, s’intende). Particolarmente interessante, l’altra sera a Primo piano, il dibattito tra il presidente della Regione Sicilia, Lombardo e il professor Marino del Pd. Nella scheda presentata da Mannoni si sosteneva che una fetta rilevante della sanità siciliana è in mano alla criminalità. Ma Lombardo ha subito voluto sminuire questo quadro scandaloso, sostenendo che si tratterebbe solo di sprechi da correggere. Ecco, bravo: il primo spreco è la mafia. (L'Unità, 16 luglio 2008)

Berlusconi: giustizia da rivoltare: «Voglio immunità parlamentare»

Incontrando gli Europarlamentari di Forza Italia, Berlusconi torna al suo argomento preferito: come fermare i magistrati. Annuncia una «riforma radicale della giustizia». E detta: «Serve subito immunità parlamentare, separazione delle carriere, riforma del Csm. Sono determinatissimo». Di Pietro: «Un progetto criminale uguale a quello della P2». Il ministro ombra della Giustizia del PD Lanfranco Tenaglia: così della giustizia rimarranno solo macerie. L'Anm: riducono l'autonomia e puntano al controllo politico.