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giovedì 26 giugno 2008

Vittime sul lavoro, disegno di legge del PD all’Ars:aiutare i familiari, come per terrorismo e mafia

“In Sicilia serve una legge regionale che preveda un sostegno per i familiari delle vittime sul lavoro: bisogna riconoscere il diritto al collocamento obbligatorio degli orfani o, in alternativa, del coniuge, così come già sancito per le vittime del terrorismo e della mafia”. Lo prevede un disegno di legge presentato all’Ars dai deputati del Partito Democratico. “Un intervento di questo tipo – dicono i parlamentari del PD – è quantomai necessario in Sicilia, specie se si considera la particolare fragilità del nostro tessuto economico. Bisogna poi considerare che il fenomeno delle morti sul lavoro il più delle volte coincide con situazioni di ‘lavoro nero’ e quindi di assenza delle dovute misure assicurative.
Questi drammatici eventi, tra cui l’ultimo in ordine di tempo quello di Mineo, rappresentano un trauma per le famiglie delle vittime, che va oltre il lutto per gli effetti sulla condizione di vita e sul reddito. Improvvisamente, soprattutto nelle famiglie monoreddito, con la persona e gli affetti vengono meno i sostegni economici e la possibilità, soprattutto per i figli, di guardare con serenità alla costruzione di un proprio futuro”.
Nella presentazione del disegno di legge i deputati del PD ricordano, inoltre, l’impegno del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che “costantemente sottolinea la necessità e l’urgenza di una soluzione a questo drammatico tema”.
Palermo, giovedì 26 giugno 2008

ECCO AL TAPPONE. Lui può...

Si era pure messo un Panama bianco, modello Al Capone, sul capino bitumato, per impressionare il vescovo e farsi dare la comunione anche se è un massone divorziato. «Fate in fretta a cambiare queste regola», gli ha intimato, non bastandogli quelle che cambia ogni giorno lui per salvarsi dai processi. Ma il vescovo di Tempio-Ampurias, Sebastiano Sanguinetti, che in confessionale ne ha visti sfilare di peggiori, non s’è lasciato intimidire: «Per queste deroghe, lei che può, si rivolga a chi è più in alto di me». Non si sa se alludesse solo al Papa, che Al Tappone considera un suo pari grado, o direttamente al Padreterno, col quale potrebbero sorgere alcune incomprensioni. Soprattutto a proposito di certe usanze dell’illustre Padre della Chiesa di scuola arcoriana: tipo allungare mazzette per comprare politici (Craxi) o giudici (Mondadori), accumulare fondi neri in paradisi fiscali, magnificare l’evasione fiscale alle feste della Finanza, frequentare mafiosi travestiti da stallieri. Usanze non compatibili col VII comandamento, «Non rubare», che pare non sia ancora depenalizzato. LEGGI TUTTO

SILENZIO STAMPA. Nuova intimidazione al cronista sotto scorta Lirio Abbate

Un mese fa, due giovani su uno scooter chiedevano con insistenza dove abitasse il giornalista dell´Ansa Lirio Abbate. I poliziotti che scortano il cronista sono riusciti a segnare il numero di targa, così la squadra mobile è risalita al nome di un pregiudicato. Interrogato sull´amico che l´accompagnava ha messo a verbale: «Gli avevo appena dato un passaggio, non so chi sia». Alla domanda, «Perché siete fuggiti via con tanta fretta», il pregiudicato non ha battuto ciglio: «Solo perché eravamo senza casco». È l´ultimo stranissimo episodio che si verifica attorno a Lirio Abbate, autore con Peter Gomez del libro "I complici". La settimana scorsa, il comitato provinciale per l´ordine e la sicurezza ha rinnovato il meccanismo di tutela attorno al giornalista che da circa un anno è ormai nel mirino di minacce e intimidazioni. LEGGI TUTTO

martedì 24 giugno 2008

In alto a Sinistra

Care compagne, cari compagni,
tra due giorni ci ritroveremo a Chianciano per la nostra prima assemblea nazionale. Mi muove una certezza: non sarà una liturgia. Aver scelto di non definire “congresso” questo nostro appuntamento non è un vezzo ma una scelta di senso e di percorso politico. Chianciano sarà l’atto fondativo di un progetto che non riguarda solo noi ma ha bisogno di allargarsi, di includere, di ripensare le forme della partecipazione e della elaborazione. Sarà l’inizio di una ricerca, non la celebrazione di un’identità. E sarà un primo, concreto contributo per aprire un cantiere a sinistra. Cantiere è luogo di costruzione, è fatica e lavoro comune: che noi vogliamo condividere con altri affluenti della sinistra. Ma su un patto di reciproca verità, e dunque partendo da un’analisi onesta su ciò che è accaduto il 14 aprile e nel tempo che ha preceduto quel voto. LEGGI TUTTO

SCUOLA & GIOVANI.150 mila posti in meno in 3 anni. "Un colpo alla scuola pubblica"

I sindacati hanno ottenuto la prima bozza dei tagli previsti all'interno del decreto fiscale. Il governo vuole recuperare otto miliardi, cura shock: "Vogliono tornare al maestro unico nella primaria"
ROMA - "Attacco alla scuola pubblica", "Scuola statale a rischio smantellamento" e "scelte pesantissime sulla scuola". Sono i commenti dei leader sindacali della scuola sul cosiddetto decreto fiscale di cui si conosce una prima bozza attendibile. Per tagliare gli sprechi nella pubblica amministrazione e avviare il meccanismo virtuoso del merito il governo Berlusconi avrebbe previsto per la scuola una cura da cavallo. Nei prossimi tre anni dovrebbero saltare qualcosa come 150 mila posti di lavoro (100 mila cattedre e 47 mila posti di personale amministrativo, tecnico e ausiliario (Ata) per recuperare la cifra record di 8 miliardi di euro. Ma come è possibile tagliare 150 mila posti se il governo precedente ha faticato a tagliarne 10 mila? "Se la manovra venisse confermata - dichiara l'ex viceministro alla Pubblica istruzione, Mariangela Bastico - Non si tratta di azioni volte alla razionalizzazione e all'efficienza del sistema, come quelli messi in atto dal governo precedente. Si tratta di interventi volti allo scardinamento della scuola pubblica. I tagli in questione possono essere realizzati - continua - sono smantellando pezzi del sistema scuola". In che modo? "Utilizzare il rapporto alunni/docenti - spiega la Bastico - è improprio perché in Italia le anomalie cui fa cenno il governo attuale sono dovute, per esempio, alle politiche per l'integrazione dei disabili". "In Italia i posti determinati dalla integrazione dei disabili sono circa 150 mila, negli altri paesi o ci sono le scuole speciali o questi posti sono a carico delle Politiche sociali". E quali altri settori rischiano? "Il tempo pieno e il tempo prolungato alla scuola elementare - risponde l'ex inquilino di viale Trastevere - ma anche l'intera scuola dell'infanzia pubblica e l'istruzione degli adulti". Si potrebbe ritornare al maestro unico alla scuola elementare e si potrebbero ritoccare gli orari della scuola superiore. E ancora, "la scuola non può reggere con un'assunzione ogni dieci pensionamenti", conclude. E per i 300 mila precari in attesa delle immissioni in ruolo il futuro si tinge di nero. (24 giugno 2008)

Palermo, il Tar stoppa le ztl

Accolto il ricorso contro le zone a traffico limitato, annullato il provvedimento del Comune. E adesso l'opposizione chiede al sindaco di restituire ai cittadini i 4 milioni di euro spesi per i 285.786 pass .
PALERMO
- Il Tar di Palermo ha accolto il ricorso contro le zone a traffico limitato (ztl) con sentenza breve, annullando il provvedimento del Comune di Palermo. "Sono soddisfatta della decisione dei giudici del Tar che hanno recepito il ricorso di alcune associazioni presentato contro le ztl. Il provvedimento del Comune era illegittimo, un eccesso di potere da parte del sindaco di Palermo", ha affermato Nadia Spallitta, consigliere comunale di Altra Palermo. "Mi rammarico che il Consiglio comunale, che ha il compito di adottare il piano traffico, sia rimasto inetto. Anzi - ha aggiunto - si è rifiutato di affrontare una tema di rilevanza per tutti i cittadini, subendo il provvedimento illegittimo del sindaco". E a poche ore dalla decisione del Tar, al sindaco di Palermo, Diego Cammarata, dall'opposizione viene chiesto di restituire il denaro speso dai cittadini per i pass. La richiesta arriva dal centrosinistra, dai movimenti, dalle associazioni ambientaliste e anche dai giovani dell'Mpa, partito che in Comune sostiene la maggioranza.

Sono 285.786 i pass emessi fino a ieri pomeriggio dal comune di Palermo attraverso la società Td Group srl, che si occupa della gestione del servizio. Una cifra che porterebbe nelle casse del comune e della Td Group almeno quattro milioni di euro. Mentre in città, nei bar, nelle tavole da pranzo, non si parla di altro arrivano le prese di posizione. Il consigliere comunale del Pd, Salvatore Orlando, dice: "Quello di Cammarata era un pasticcio. Era stato annunciato e così si è concluso. Io avevo fiducia nel Tar, tant'è che non ho comprato il pass e ho tenuto ferma l'auto in attesa degli eventi". Il deputato regionale del Pd, Antonello Cracolici ha proposto al primo cittadino di "restituire ai palermitani i soldi spesi per i pass. Il sindaco ha creato questo pasticcio e lui deve evitare che al danno si aggiunga la beffa". Sonia Alfano, leader siciliana degli Amici di Beppe Grillo, invece, ha invitato "l'amministrazione a riflettere sui propri insuccessi. "I consiglieri del Pd - ha ricordato - hanno disertato la seduta in cui si sarebbe dovuto discutere del provvedimento, così non si è raggiunto il numero legale". Per Fabrizio Ferrandelli, consigliere comunale di Altra Palermo, "dove non è arrivata la politica è arrivata la giustizia". Sullo stesso tono il commento di Maurizio Calà, segretario Cgil Palermo: "Come al solito aspettiamo che la magistratura risolva questioni che andrebbero risolte dalla politica". Anche il coordinatore dei giovani dell'Mpa, Giovanni Di Stefano, sollecita "il rimborso dei cittadini. Noi siamo con le associazioni che sposano la causa per riuscire a vincere questa battaglia". Per Legambiente invece "il Comune non è in grado di attuare delle politiche serie contro l'inquinamento in città".
La Sicilia, 24/06/2008

STORIA E LEGGENDA. QUANDO SANTA ROSALIA ERA SOLO UNA DONNA

Il romanzo di Roberto Tagliavia sulla storia della patrona. L´autore immagina la crisi che portò la ragazza alla scelta dell´eremitaggio: le molestie subite e la morte di un´amica dopo l´aborto.
«Quella parte della storia che i dotti non hanno scritto, ma che il popolo ha lasciato nei suoi costumi, nelle sue usanze, nelle sue credenze, nei suoi riti». Così, Giuseppe Pitré, indiscusso padre della scienza demologica in Italia, definiva quella sfera, per secoli considerata minore, eppure sempre viva e perpetrata attraverso le tradizioni. Parlare di riti e di credenze, a Palermo, significa parlare di Santa Rosalia. Sulla sua vita, sulla morte, sul ritrovamento dei suoi presunti resti, sui suoi miracoli, leggenda e realtà si rincorrono, aggiungendo al culto, ancora molto forte nei palermitani, un´aura di mistero, perfetta nella terra dove la fantasia e la cronaca hanno spesso labili confini. LEGGI TUTTO

venerdì 20 giugno 2008

RACKET, la Cooperativa "La Sicilia" denuncia la richiesta di pizzo e fa arrestare gli estortori

LUMIA: "Fondamentale il ruolo delle imprese nella lotta contro il racket". CRACOLICI: “Complimenti alla cooperativa e alla Guardia di Finanza per l’efficienza di questa azione ".
Palermo, 20 GIUGNO 2008 - E' stato sventato ad Augusta nel Siracusano un tentativo di estorsione ai danni della cooperativa "La Sicilia" di Bagheria. Alcuni finanzieri in borghese hanno colto il criminale in flagrante mentre riscuoteva il pizzo di 2.500 euro in banconote segnate. Il 29 maggio, alcuni uomini si erano presentati al cantiere per il restauro del municipio di Augusta dove lavorava la cooperativa, esigendo la somma di 30 mila euro per 'mettersi a posto'. L'impresa si e' allora rivolta alla Lega delle cooperative Sicilia (Legacoop) che ha denunciato il fatto. L'indagine della guardia di finanza, durata appena 20 giorni e' stata coordinata dalla procura di Siracusa e dalla procura distrettuale antimafia di Catania.
"Questa vicenda dimostra che sconfiggere la mafia del pizzo si può all’unica condizione che ogni soggetto interessato svolga fino in fondo la sua parte così come ha fatto coraggiosamente e assai lodevolmente la cooperativa La Sicilia di Bagheria e la Legacoop dell’Isola. Pienamente in piena linea con il codice etico adottato dalla stessa centrale cooperativa che prevede l'obbligo di denunciare qualsiasi forma di estorsione, pena l'esclusione dall'associazione", ha dichiarato il senatore del Pd Giuseppe Lumia. "Un plauso particolare – ha aggiunto – va inoltre procura di Siracusa e dalla procura distrettuale antimafia di Catania, oltre che alla Guardia di finanza, per l’eccellente lavoro svolto con grande professionalità e celerità".
“Il coraggio dei responsabili della cooperativa edile ‘la Sicilia’ di Bagheria è un esempio per chi, nella nostra regione, intende lavorare senza piegarsi all’odioso ricatto del racket”, dice Antonello Cracolici, presidente del gruppo del Partito Democratico all’Ars, a proposito degli arresti effettuati ad Augusta nel corso di una operazione contro il pizzo. “Complimenti, dunque, alla Guardia di Finanza per l’efficienza di questa azione – aggiunge – ma complimenti soprattutto a chi, in questo caso la cooperativa ‘la Sicilia’, ha saputo ribellarsi grazie anche al sostegno della Lega delle Cooperative, al perverso meccanismo del pizzo”.

20 giugno 2008

PD, ESPUGNARE IL QUARTIER GENERALE

di Agostino Spataro
Dalla Sicilia è venuto un nuovo, allarmante segnale per il Pd e per quanto ancora resta della sinistra complessivamente intesa e in generale per la tenuta democratica del Paese. Certo, questo nuovo disastro elettorale riguarda, e richiama, in primo luogo, le responsabilità dei circoli dirigenti siciliani, ma non esime gli stati maggiori nazionali a guardare in faccia la realtà e a provvedere.
Sarebbe, infatti, una magra consolazione pensare che sia una faccenda solo siciliana, una delle tante, giacché così non è. Senza dimenticare che - come spesso è accaduto- quel che succede nell’Isola prima o poi andrà a verificarsi nel resto dell’Italia. LEGGI TUTTO

I siciliani rivogliono le case chiuse

Sondaggio Demopolis: alla faccia degli stereotipi, oltre la metà degli intervistati rivela grande apertura e si dichiara favorevole alla prostituzione legalizzata
Siciliani favorevoli alla riapertura delle "case chiuse": oltre la metà degli intervistati si dichiara d'accordo alla riapertura delle cosiddette case di tolleranza, mandando in soffitta la Legge Merlin e un antico tabù. Sono questi i risultati di un sondaggio sondaggio online, riservato agli utenti del nostro sito, realizzato dall'Istituto di ricerche Demopolis su un campione di 506 intervistati.Il sondaggio rivela molta apertura, da parte dei siciliani, e maggiore consapevolezza rispetto al tema della prostituzione. Per il 71% degli internauti siciliani, la legge Merlin, che ha sigillato le case chiuse e negato una regolamentazione del fenomeno, viene considerata anacronistica e produttrice di molti effetti negativi. LEGGI TUTTO

giovedì 19 giugno 2008

Corleone. Incontro Cgil - Sindaco per avviare la raccolta differenziata e trasformare a full-time i contratti operai

Si è svolto ieri pomeriggio in municipio l'incontro tra una delegazione della Cgil e il sindaco di Corleone, per affrontare il problema della raccolta differenziata dei rifiuti, collegata al passaggio a tempo pieno dei 18 operai ex Sicula-Ciclat, che attualmente (unici tra tutti i dipendenti Ato) hanno contratti part-time di 24 e 30 ore settimanali. Nei giorni scorsi, dopo un apposito emendamento presentato dal consigliere Dino Paternostro, il consiglio comunale aveva votato all'unanimità un ordine del giorno con cui impegnava l'amministrazione comunale a spingere l'Ato ad avviare una seria campagna di raccolta differenziata e a trasformare da part-time a full-time il contratto di lavoro degli operai. Nell'incontro di ieri, il sindaco Nino Iannazzo ha confermato alla delegazione della Cgil, guidata da Valerio Lombardo, della segreteria Fp di Palermo, il suo impegno a recepire l'ordine del giorno del consiglio comunale e le richieste del sindacato. È stato ribadito che l'avvio della raccolta differenziata e il passaggio a full-time degli operai sono due operazioni strettamente legate. «Se si avvia seriamente la raccolta differenziata, noi siamo pronti a trovare i soldi per finanziare il tempo pieno», ha detto Iannazzo. Piena soddisfazione per questo primo approccio al problema è stato espresso dalla delegazione della Cgil. «Adesso chiederemo un incontro col presidente dell'Ato, per arrivare concretamente alla soluzione della vertenza», ha detto Lombardo.

20 giugno 2008

MAFIA: PG PALERMO CHIEDE CONDANNE FIANCHEGGIATORI PROVENZANO

(AGI) - Palermo, 18 giu. - La conferma e, in un caso, l'aumento delle condanne inflitte agli uomini che curarono l'ultimissima fase della latitanza di Bernardo Provenzano, e' stata chiesta dal sostituto procuratore generale Vittorio Teresi, nel processo d'appello a Palermo. Sette in tutto gli imputati, che hanno scelto il rito abbreviato per ottenere gli sconti di pena di un terzo. Otto anni sono stati proposti per il pastore e allevatore Giovanni Marino, proprietario del casolare dove l'11 aprile del 2006 fu catturato Provenzano. Marino era stato condannato dal Gup a 5 anni, perche' la contestazione di associazione mafiosa era stata derubricata in favoreggiamento aggravato. Per gli altri imputati, che avrebbero fornito alloggio e aiuto al capomafia corleonese, sono state chieste le conferme delle condanne: 10 anni e 8 mesi per Carmelo Gariffo, nipote di "Binu", 10 per Giuseppe Lo Bue e Francesco Grizzaffi (nipote di Toto' Riina), 8 ciascuno per Calogero Lo Bue, Bernardo Riina e Liborio Spatafora. Il processo e' in corso davanti alla prima sezione della Corte d'appello. Prossima udienza il 7 ottobre. (AGI)

Coop "Pio La Torre": Chi semina raccoglie!!!

E' iniziata ieri, in un fondo agricolo in contrada Rinelli e proseguirà a Verzanica, a pochi chilometri da San Giuseppe Jato, nel feudo che un tempo fu della famiglia Cascio, la prima mietitura della Cooperativa Pio La Torre.
Una cooperativa nata un anno fa all'interno del progetto di Libera Terra e che muove i suoi primi passi in Sicilia coadiuvata dal lavoro generoso della Placido Rizzotto. Il raccolto di questo grano contribuirà a produrre la pasta che oggi è commercializzata in molti punti vendita della grande distribuzione e del commercio equo e solidale.Un modo concreto di fare "antimafia", una risposta umile e responsabile alle problematiche occupazionali che affliggono i territori dell'Alto Belice Corleonese. Lavorare le terre che furono di Cosa Nostra e consentire la produzione di prodotti biologici di alta qualità è una via per la liberazione. Forse, per certi versi, una rivoluzione.Una rivoluzione che ha il sapore del riscatto e dell'emancipazione dalle mafie e che da oggi è condotta anche nel nome di Pio La Torre.
http://piolatorre.blogspot.com

Cgil-Cisl-Uil: "Basta morti bianche!"

Cgil, Cisl e Uil si mobilitano contro gli incidenti sul lavoro: il 26 sciopero-assemblea di un'ora nelle fabbriche e negli uffici regionali, il 27 la manifestazione regionale a Catania. "L'obiettivo prioritario - spiegano - è il potenziamento della rete di vigilanza e controllo: dagli ispettorati del lavoro alle Asl". LEGGI TUTTO

Sicilia. Dopo-voto, processo al Pd

di ANTONELLA ROMANO
PER spiegare il definitivo tracollo del Pd, confermato con il voto di domenica, Franco Piro, il candidato alla Provincia del centrosinistra sonoramente sconfitto da Giovanni Avanti, se la prende ancora con le scelte «calate dall´alto». «C´è chi è stato paracadutato in Sicilia per essere eletto e ha promesso che avrebbe portato la voce dei siciliani in Parlamento. Ma sarà ancora in viaggio, perché nessuno lo ha più visto». LEGGI TUTTO

mercoledì 18 giugno 2008

Arrestateci tutti. Disobbedire per informare

Annuncio fin d’ora che continuerò a informare i lettori senza tacere nulla di quel che so. Continuerò a pubblicare, anche testualmente, per riassunto, nel contenuto o come mi gira, atti d’indagine e intercettazioni che riuscirò a procurarmi, come ritengo giusto e doveroso al servizio dei cittadini. Farò disobbedienza civile a questa legge illiberale e liberticida. A costo di finire in galera, di pagare multe, di essere licenziato.Al primo processo che subirò, chiederò al giudice di eccepire dinanzi alla Consulta e alla Corte europea la illegittimità della nuova legge rispetto all’articolo 21 della Costituzione e all’articolo 10 della Convenzione europea sui diritti dell’uomo e le libertà fondamentali (“Ogni persona ha diritto alla libertà d’espressione. Tale diritto include la libertà d’opinione e la libertà di ricevere o di comunicare informazioni o idee senza che vi possa essere ingerenza da parte delle autorità pubbliche…”, con possibili restrizioni solo in caso di notizie“riservate” o dannose per la sicurezza e la reputazione). Mi auguro che altri colleghi si autodenuncino preventivamente insieme a me e che la Federazione della Stampa, l’Unione Cronisti, l’associazione Articolo21, oltre ai lettori, ci sostengano in questa battaglia di libertà. Disobbedienti per informare. Arrestateci tutti.


Marco Travaglio

Per aderire lasciate un vostro messaggio all'interno dei commenti di questo post o inviate una mail a: arrestatecitutti@gmail.com e ricordatevi di dare il consenso a pubblicare il vostro nome nell'elenco delle adesioni.

Elezioni Sicilia, Filippello (CNA): dirigenti regionali centrosinistra vadano a casa

“I dirigenti del centrosinistra siciliano vadano a casa. Il risultato delle amministrative non lascia alternative a questa ricetta, semplice e necessaria: tutti a casa!”. Lo dice Mario Filippello, segretario regionale della CNA (confederazione nazionale dell’artigianato e della piccola e media impresa) della Sicilia.

“Davvero non capisco – aggiunge – quali altre prove d’appello siano necessarie: gli attuali dirigenti regionali del centrosinistra hanno avuto fin troppe occasioni per dimostrare il loro scollamento con la società la l’incapacità di interpretare gli interessi reali e legittimi di siciliani. Serve un cambiamento – conclude Filippello – rapido e profondo”.

Boss e massoneria, 8 arresti

Da un'indagine avviata nel 2006 in tutta la Sicilia, sarebbero stati accertati strani movimenti per ritardare i processi e agevolare le cosche di Trapani e Agrigento. In manette anche una poliziotta, un ginecologo e un impiegato del ministero della Giustizia. Avviso di garanzia a un sacerdote gesuita. I nomi degli arrestati...
PALERMO
- I
carabinieri hanno arrestato otto persone, in diverse città, accusate di concorso esterno in associazione mafiosa, corruzione in atti giudiziari, peculato, accesso abusivo in sistemi informatici giudiziari e rivelazione di segreti d'ufficio. I provvedimenti sono stati emessi dal gip del tribunale di Palermo, Roberto Conti, su richiesta del procuratore Francesco Messineo, dell'aggiunto Roberto Scarpinato e del sostituto della Dda, Paolo Guido. LEGGI TUTTO

martedì 17 giugno 2008

Corleone, per il centrosinistra un karakiri annunciato...

Se in Sicilia il centrodestra vince, a Corleone stravince. Ha ottenuto, infatti, quasi l'85% dei voti, a fronte del 14,85% del centrosinistra. Un centrosinistra costituito solo dal Pd (721, 14,24%), perché Rifondazione Comunista (21 voti, 0,41%) e Uniti per la Sicilia (12 voti, 0,24%) restano - purtroppo – quasi inesistenti. Consistente il risultato del Pdl, che riesce a dare 1.679 voti di Mauro Di Vita, determinandone – ma i dati sono ancora provvisori - l'elezione al consiglio provinciale. Altrettanto significativo il risultato dell'Udc, che riesce a portare 988 al prizzese Luigi Vallone (pure lui eletto a Palazzo Comitini). Un terzo consigliere è stato attribuito al MPA, ma incredibilmente non è Pino Colca, assessore provinciale uscente, ma una new entry: Francesco Miceli di S. Giuseppe Jato.
Nonostante tutto, anche il Pd ha il suo consigliere provinciale nel collegio di Corleone. Dovrebbe essere Tommaso Calamia, nativo di Roccamena ma bisacquinese di adozione. Sono 3.543 le preferenze che gli sono state attribuite in tutto il Collegio, seguito da Pino Di Bella con 2.457, Nicola Maenza con 2.022 e Giovanni Pileri con 1.334. A Corleone, Calamia ha ottenuto 308 preferenze, seguito da Di Bella con 235, da Maenza con 82 e da Pileri con 36.

lunedì 16 giugno 2008

Altro crollo del Centrosinistra. Provinciali: 8-0 per il Pdl

In Sicilia perde seccamente la politica che registra un'ulteriore fuga dalle urne con un'affluenza intorno al 50 per cento, quasi il dieci per cento in meno rispetto a due mesi fa. E perde nettamente il centrosinistra che molto probabilmente consegnerà al Pdl anche Enna e Caltanisetta, le uniche due province presidio del Pd. Non che il partito di Veltroni e quelli dell'area radicale nutrissero qualche speranza su questa tornata elettorale - rinnovo di otto province e 147 comuni siciliani - ad appena due mesi dal voto politico. Anzi, tutti gli analisti avevano immaginato che ieri e oggi i quattro milioni di siciliani chiamati alle urne avrebbero completato l'opera iniziata il 14 aprile. E così in effetti è stato. Leggendo i dati di una ancora limitata percentuale di sezioni scrutinate la vittoria del Pdl è schiacciante. LEGGI TUTTO

domenica 15 giugno 2008

La parrucca del Re Sole che governa il Bel paese

di EUGENIO SCALFARI

Sicilia al voto, candidati double-face. Pd in Provincia, Pdl in Comune

Ci sono anche politici che tifano contro il proprio partito. Cracolici, capogruppo del Pd in Regione, ha fatto un comizio a favore della Cdl
PALERMO
- Il campo di calcio ha una linea orizzontale che lo taglia al centro. Netta, chiara. Anche la politica avrebbe una linea di centrocampo: di qua la destra, di là la sinistra. In Sicilia, e per adesso fermiamoci all'isola, questa benedetta linea non c'è, e se c'è sembra sia a zig zag. Quindi accade quel che non dovrebbe essere possibile... Ecco le nuove figure che compaiono in campo: i politici transgender. Mezzo corpo di destra e mezzo di sinistra. LEGGI TUTTO

Ma Cracolici querela La Repubblica

Elezioni in Sicilia: alle 12 affluenza in calo

PALERMO - In Sicilia l'affluenza alle urne per le elezioni provinciali, rilevata alle 12, è stata del 7,85%, contro il 9,29% delle precedenti consultazioni (-1,44%). Ancora incompleti i dati sull'affluenza alle comunali: le città interessate all'elezione dei sindaci sono 147. Alle 12 l'affluenza alle urne registrata per le elezioni comunali a Catania è stata del 12,08% (-2,9% rispetto alle elezioni precedenti). A Messina la percentuale è stata del 14,14%, in calo del 2,6% rispetto alle passate consultazioni. A Siracusa 12,88%, dove non è stato fornito il raffronto con le precedenti comunali. Mentre non c'è ancora il dato per gli altri 144 Comuni. LEGGI TUTTO

Trapani. Legalità in Europa, c'è una parte della città

C'è anche un «pezzo» importante della storia di Trapani e dell'impegno sociale antimafia nella neo costituita associazione europea «Flare» (Freedom, Legality and Rights in Europe - libertà, legalità e leggi in Europa), nata a Bruxelles nei giorni scorsi, dove si è svolta la prima edizione di «Contromafie Europea», gli Stati Generali dell'Antimafia Sociale, organizzati dall'associazione «Libera».

La presenza e l'intervento di Margherita Asta, a Trapani neo coordinatrice dell'associazione di don Ciotti, non sono passate inosservate dagli oltre mille partecipanti che hanno discusso per tre giorni di diritti umani, della confisca dei beni e della integrazione sociale, delle «vittime» delle mafie, delle tratte degli essere umani, del ruolo dell'informazione nella lotta al crimine organizzato, e ancora hanno parlato di cittadinanza, diritti, droghe, corruzione e ambiente.
«Abbiamo sancito la sovrazionalità nella lotta a ogni forma di mafia – spiega Margherita Asta – abbiamo chiesto autentiche politiche globali a servizio e a tutela dei cittadini, l'obiettivo di tutti è promuovere politiche capaci di indebolire e quindi distruggere le diverse forme di criminalità. Don Ciotti – continua Margherita Asta – ha chiesto a nome di noi tutti che la lotta alla mafia sia un impegno trasnazionale che richiede azioni trasnazionali, attraverso la cooperazione tra gli Stati, le forze di polizia e le associazioni civili. Un impegno più grande di quello attuale, alla globalizzazione delle mafie rispondiamo con la globalizzazione della cittadinanza». Il 21 marzo, in Italia dedicato a ricordare le vittime della mafia, diventerà giornata allo stesso modo celebrata in tutta Europa, il circuito della confisca dei beni si tenterà di trasferirlo nei paesi dell'Ue.
Trapani dentro «Flare» c'è con l'esperienza maturata dai giovani di Libera che utilizzano i beni confiscati, che hanno avute assegnate e utilizzano case e terreni sottratti ai mafiosi. Che hanno ripreso il maltolto. Una parte, non tutto ancora.
La Sicilia, 15.6.2008

venerdì 13 giugno 2008

Le mani dei boss sui Despar

Secondo il pentito Franzese, i grandi centri commerciali erano gestiti direttamente da Provenzano e poi dai Lo Piccolo: "I supermercati non pagavano il pizzo, ma davano lavoro agli affiliati di Cosa nostra"

PALERMO - Gli interessi dei boss mafiosi Matteo Messina Denaro e Bernardo Provenzano per i grandi centri commerciali Despar in Sicilia, emergono dalle dichiarazioni del collaboratore di giustizia Francesco Franzese. Le dichiarazioni del pentito sono state depositate nel processo all'imprenditore Sebastiano Scuto, indicato come il re dei supermercati, che si svolge davanti ai giudici della Corte d'appello di Catania. LEGGI TUTTO

La Lettera. A proposito del sondaggio sul Cidma...

Caro Direttore,

Questo sondaggio dimostra abbastanza chiaramente... che ci sono molti 'nicolosiani' 'online'! Il sindaco Iannazzo, invece, non avendo ancora provevduto a 'emailare' l'amministrazione (solo lui possiede un indirizzo email ufficiale!), si deve contentare di un magrissimo 15%!. Questo sondaggio ''puzza'', visto che i voti per Nicolosi sono apparsi... di notte..., in fretta e in furia (sarebbe opportuno dare un'occhiata ai tempi di voto, che hanno tutto di un'azione organizzata!).
Gli 'abusi' sulla gestione del CIDMA sono semplicemente vergognosi! Le esclusioni delle Associazioni co-fondatrici e la gestione 'ad personam' dell'ex sindaco Nicolosi ne hanno rovesciato lo spirito iniziale ( per correttezza, la proposta di realizzare un ''Museo della mafia a Corleone'' fu avanzata da me personalmente a Möhlin nel maggio del 1995, in occasione di un incontro tra Pippo Cipriani (Sindaco), Rosa Labruzzo e Antonio Saporito (Assessori) e i Corleonesi emigrati. A Pippo e alla sua Amministrazione va il grande merito di averlo realizzato!).
Il ritorno delle 'ALTRE' associazioni fondatrici é indispensabile per ridare al Centro la necessaria credibilità. Proporrei anche di cambiarne il nome in CNM: Center No Mafia, (che suona bene anche in italiano: Centro No MAfia) e ne 'rivela' il vero obiettivo!
Leo Criscione
Molhin, Svizzera

I giovani toscani scendono in 'campo' per la legalità

di Mauro Banchini

450 i giovani toscani fra i 16 e i 30 anni che stanno per partire verso Sicilia, Calabria e Puglia per l'edizione 2008 dei campi di lavoro contro le mafie. Appartengono a gruppi vari (parrocchie e Arci, scout e Libera, Legambiente e Caritas). 290 andranno in Sicilia (Corleone, Monreale, Canicattì), altri 115 in Calabria (Polistena, Gioia Tauro, Rosarno, Oppido Mamertina, Varapodio, Melito Porto Salvo, Stilo, Bassano, Bosco Bovalino) e altri 45 in Puglia (Mesagne e Torchiarolo). Saranno ospitati nei beni confiscati alle organizzazioni mafiose (in Sicilia qualcuno di loro abiterà la "roba" di Riina e Provenzano). Presteranno attività lavorativa in terre confiscate e adesso condotte da cooperative. LEGGI TUTTO

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BRUXELLES NEL CUORE. E NELLA STORIA

di Nando dalla Chiesa
Bellissimo, giuro che è stato bellissimo vivere in diretta i giorni di Bruxelles: la nascita di Flare nel parlamento europeo, le centinaia di ragazzi e ragazze che parlano di traffico di minori, di droga, di mafia, di diritti umani e al tempo stesso rovesciano la loro gioia contagiosa sugli adulti che gli stanno intorno. E’ inutile che vi dica in questo post quel che ho provato; tra qualche ora lo leggerete qui accanto visto che non ho resistito alla tentazione di raccontarlo ai lettori dell’Unità. Ma vi assicuro che in quarant’anni di impegno politico non ho mai visto una cosa
del genere. LEGGI TUTTO
Wednesday 11 June 2008

mercoledì 11 giugno 2008

L’onorevole Angelino

di Marco Travaglio

Dice il ministro della giustizia: «Secondo un mio calcolo empirico e non scientifico, è probabilmente intercettata una grandissima parte del nostro Paese». Ma sono bugie. Gli intercettati arrivano a circa 80 mila l’anno, pari non a «tutti gli italiani» o alla «grandissima parte», ma allo 0,2% della popolazione. Contando anche i diversi interlocutori dall’altro capo del filo, si arriva all’incirca all’1%. Non si capisce come possano il Pd e l’Anm «dialogare» con un ministro così, solo perché è «pacato». Spara cazzate, ma pacate. LEGGI TUTTO

L'ex ragazzo di via Gluck: «Adriano, torna!»

Visita a quella «casa fuori città» al numero 14, oggi fatiscente. Pierluigi Chiaregato, detto Gigetto: «Con Celentano eravamo amici. Siamo stati noi a dargli l'idea per quella canzone». Milano, via Cristoforo Gluck. La strada, un tempo, assomigliava ad un piccolo paese: col suo vinaio, il suo panettiere, e il suo lattaio. La vetraia era una signora grande, grossa, e dai modi spicci, una vera «milanesona». Al suo posto, oggi, c’è un Internet point, gestito da egiziani. E’ qui, seduto sul bordo dei marciapiedi, che Adriano Celentano strimpellò le sue prime canzoni. «Da allora, purtroppo, sono cambiate moltissime cose», sorride Franco Catalano, il barbiere. «Quasi tutti se ne sono andati. Al loro posto, hanno fatto comparsa gli extracomunitari: cinesi, arabi, sudamericani. E anche loro restano per poco, poi traslocano di nuovo. Ormai, è così: non ci si conosce più». LEGGI TUTTO

lunedì 9 giugno 2008

Paceco: prima raccolta di grano sui terreni confiscati al boss mafioso Vincenzo Virga

E da Bruxelles l'appello di Margherita Asta per chiedere maggiore attenzione sugli intrecci perversi fra mafia e poteri forti nel trapanese
RINO GIACALONE
Sono in tutto 29 ettari, in mezzo due laghetti. Una lunga distesa di terra sotto le falde di Erice. Qui è tutta campagna coltivata, grano, uliveti, vigneti, meloni, legumi in genere. Non c’è uno spazio che non sia lavorato. Ma la parte più consistente sono questi 29 ettari. Era il trono dell’imprenditore agricolo Vincenzo Virga, il capo mafia di Trapani. Quando giungiamo qui con un poliziotto e ci apprestiamo a “visitare” il terreno, ci raggiunge un “campiere” di un terreno vicino. Lo avevamo visto da lontano che guardava incuriosito i nostri movimenti, alla fine ci raggiunge, ci chiede chi siamo e cosa stiamo facendo. Il poliziotto a quel punto mostra le chiavi del casolare, e dice “siamo i proprietari”. Come i proprietari? Non siete Virga? E no “ziu meo” siamo i nuovi proprietari, siamo lo Stato che è proprietario adesso qui. LEGGI TUTTO

domenica 8 giugno 2008

È vero, Corleone è una città sporca. Ma chiediamoci perchè e di chi sono le responsabilità

Incapacità organizzative dell'Ato, cassonetti rotti, raccolta differenziata che non decolla, stipendi agli operai che non vengono pagati…

Certo, Corleone è una città sporca. Ma non serve che qualche assessore comunale se ne lamenti con i dirigenti dell'Ato-rifiuti, dando quasi per scontato che la colpa sia degli operai che non spazzano e non raccolgono la spazzatura. Per prima cosa, infatti, bisogna guardare alla disorganizzazione del servizio, che notoriamente non è organizzato dagli operai, ma da dipendenti in giacca e cravatta (o gonna e giacchetta). La gran parte dei cassonetti, per esempio, ha le ruote rotte ed è quasi impossibile spostarli per agganciarli all'auto-compattatore, senza sforzi sovraumani e senza impiegare molto più tempo del dovuto. Ma l'Ato non provvede a sostituire i cassonetti. LEGGI TUTTO

PROVINCIA. Dove allignano gli sperperi della politica. Ecco la produttività di Palazzo Comitini

di MICHELE RUSSOTTO

Puntuale la smentita da parte della Provincia su quanto da noi pubblicato l’altro ieri, circa i lavori del consiglio provinciale. Non è vero che la delibera approvata martedì scorso (un debito fuori bilancio di 942 euro), l’unica della seduta, è stato il primo provvedimento adottato quest’anno dall’assemblea di Palazzo Belvedere. Del resto, anche noi avevamo pubblicato il dato col beneficio d’inventario, dichiarandoci pronti ad accettare rettifiche. Tanto più che la sostanza di quell’articolo, più che all’evento della prima delibera del 2008, era volto ad evidenziare il paradosso della sproporzione tra i costi per la convocazione di un’assemblea di 45 consiglieri e quelli del debito fuori bilancio (un atto dovuto) di appena 942 euro. Sul piano della legittimità della seduta, tutto perfettamente in regola. Ma se il sistema consente questi paradossi, significa che c’è qualcosa che non funziona. LEGGI TUTTO

Unione europea, prima assemblea antimafia

A Bruxelles l'Unione europea riunisce per 4 giorni le associazioni del continente che combattono la criminalità organizzata. Tra le associazioni presenti anche Libera, presieduta da Don Luigi Ciotti.

BRUXELLES - Quattro giornate europee per discutere cosa fare per rafforzare la lotta alle mafie e alla criminalità organizzata, che vanno assumendo dimensioni e caratteristiche sempre più trasnazionali: è "Contromafie", l'iniziativa che si svolgerà dall'8 all'11 giugno presso la sede del Parlamento europeo e che per la prima volta vedrà arrivare a Bruxelles 700 rappresentanti dell'antimafia civile provenienti da oltre 50 Paesi europei e non. Tra le associazioni presenti anche Libera, presieduta da Don Luigi Ciotti. L'assemblea - promossa da Flare, network europeo finalizzato alla cooperazione tra le organizzazioni della società civile nella lotta contro il crimine organizzato - si aprirà domani pomeriggio con un intervento del presidente dell'Europarlamento, Hans Gert Pottering. Seguiranno poi, fino a mercoledì, una serie di seminari in cui esperti, magistrati, parlamentari europei e rappresentanti delle forze dell'ordine, del mondo della scuola, e delle associazioni antimafia discuteranno su tutti i possibili interventi e sulle misure da mettere in campo in Europa per rendere ancor più efficace le politiche di contrasto alle mafie. In particolare, i lavori si concentreranno su come affrontare alcuni degli aspetti che più alimentano le mafie di tutta Europa, dal narcotraffico ai crimini contro l'ambiente (vedi la gestione dei rifiuti), dalla tratta degli esseri umani al traffico illegale di armi. All'iniziativa saranno presenti anche molti dei familiari delle vittime di mafia, tra cui, nella delegazione italiana, la figlia di Marcello Torre, il sindaco del comune campano di Pagani ucciso dalla camorra nel 1980.
07/06/2008

Bob Dylan scommette su Barack Obama: «Cambierà l’America dal basso»

IL CASO. In una rara intervista al Times di Londra, il 67enne mito della musica dà per la prima volta il suo endorsement. Il menestrello del rock non aveva mai appoggiato un candidato

DAL NOSTRO CORRISPONDENTE

NEW YORK — Quando snobbò i tour «Rock the Vote» di Bruce Springsteen per sostenere i candidati democratici Al Gore e John Kerry — entrambi poi perdenti—i critici gli dettero del «solito qualunquista». Ma se in mezzo secolo di leggenda Bob Dylan non ha mai pubblicamente appoggiato un candidato, neppure lui ha saputo resistere al trascinante fascino di Barack Obama. In una rara intervista al Times di Londra, il 67enne mito della musica dà per la prima volta il suo endorsement. Ad Obama. «L’America è in una fase di tumultuoso cambiamento — spiega Dylan —. La povertà è demoralizzante. Non ti puoi aspettare che la gente abbia la virtù della purezza quando è povera». «Però — aggiunge — ora abbiamo un uomo che sta ridefinendo la natura della politica partendo dal basso: Barack Obama». LEGGI TUTTO

sabato 7 giugno 2008

Palermo. Sindaco e parroco divisi su Falcone

Palermo: Diego Cammarata decide di intitolare una piazza al giudice ucciso dalla mafia, ma don Giacomo Ribaudo insorge: "C'è già un monumento, perché cambiare il nome senza consultare la gente o gli storici?"
PALERMO
- "Non è questo il modo di fare lotta alla mafia". Don Giacomo Ribaudo, critica la decisione del sindaco di Palermo, Diego Cammarata, di intestare piazza Magione dove si trova la chiesa di cui è parroco a Giovanni Falcone. Ed è per questo che dopo l'annuncio del primo cittadino fatto il 23 maggio scorso in occasione dell'anniversario della strage di Capaci ha inviato una lettera all'amministrazione comunale. Nel quartiere il giudice visse gli anni della sua infanzia.

"Nella piazza che prende il nome dal francese mason (casa) c'è già un piccolo monumento a Falcone che ho fatto realizzare io negli anni passati - aggiunge il parroco - basterebbe ampliare quello per rendere omaggio al magistrato ucciso dalla mafia".
"Non sono contrario a onorare il magistrato ma dissento dal fatto che la lotta ai boss diventi prevaricazione come cambiare nome alla piazza senza consultare la gente o gli storici". E per rendere più forte il messaggio il parroco ha scritto sul giornalino della parrocchia un articolo dal titolo emblematico "L'antimafia della mafia".
"Il sindaco - dice il portavoce Girolamo Foti, dell'associazione Nuova Civiltà Siciliana - anzichè intitolare strade, si preoccupi dei senza tetto a Palermo, dei tantissimi cittadini palermitani senza lavoro, di riportare l'ordine nei quartieri in grave stato di abbandono, bisogna onorare i nostri eroi con gesti concreti non certo con strategie mediatiche, cancellando la storia".
07/06/2008

venerdì 6 giugno 2008

Ici: Finocchiaro (Pd), "Ieri Lombardo parlava di inezie, oggi ricorre alla Consulta. La verità è che al Governo Berlusconi non interessa la Sicilia"

Il presidente della Regione Sicilia, Raffaele Lombardo, aveva definito qualche giorno fa "una inezia" i fondi che il governo ha sottratto al Mezzogiorno e alla Sicilia per finanziare il taglio dell´Ici". Lo dice Anna Finocchiaro, presidente del gruppo Pd al Senato"Ora, grazie anche alla battaglia dei parlamentari siciliani e del governo ombra del Pd, ha capito la gravità della cosa e ricorre alla consulta. Forse è rimasto male del fatto che non solo il governo Berlusconi compie queste operazioni, ma non lo invita nemmeno al Cdm dove si discute di questioni che riguardano la sua regione. Noi in Parlamento quando si tratterà di discutere il decreto sull´Ici risolleveremo la questione cercando di impedire che vengano tagliate risorse importanti per il Mezzogiorno e in particolare per la Sicilia. La vicenda - sottolinea la Finocchiaro - comunque dimostra quale sia il grado di considerazione del governo Berlusconi nei confronti del Sud, della Sicilia e dell´Mpa. Se lo ricordino i siciliani in occasione delle prossime elezioni amministrative".
Roma, 6 giugno 2008

giovedì 5 giugno 2008

I vini delle terre liberate dalla mafia per la festa della Repubblica a Siena

“Placido” e “Chardonnay” della coop sociale “Lavoro e non solo” al banchetto in Provincia. Brindisi al suono dell’inno di Mameli, con vini prodotti su terreni sottratti alla mafia, per celebrare la Festa della Repubblica a Siena. Si tratta deI bianco “Placido”, Igt Sicilia da uve Catarratto e lo “Chardonney “, Igt Sicilia, vendemmia 2007, entrambi realizzati dalla cooperativa palermitana “Lavoro e non solo”, presentati da Enoteca Italiana. LEGGI TUTTO

La Chiesa Dell’Addolorata compie 20 anni dall’erezione a “Santuario”

Venti anni fa veniva eretta a Santuario la Chiesa dell’Addolorata. Era il 30 Maggio del 1988, quando, alla fine di una solenne cerimonia Mons. Girolamo Liggio, vicario foraneo, lesse il decreto emanato dall’arcivescovo, che venne accolto dal grande applauso dei numerosissimi presenti.

La cerimonia si concluse con gli interventi del sindaco Michele La Torre e dell’arcivescovo Mons. Salvatore Cassisa, i quali espressero l’auspicio che il Santuario Mariano, nel XXI secolo, potesse divenire centro di vita spirituale nonchè scuola di autentica dottrina cristiana. LEGGI TUTTO

Carla Bruni, premiere dame de France: «Berlusconi non mi piace»

Carla Bruni non smentisce la sua fama di prima donna di Francia che non si censura e aggiunge: «Lui non è un vero politico, mio marito sì»

Silvio Berlusconi non è un vero politico e da quando è stato eletto, la prima signora di Francia si sente a disagio. Sono parole di Carla Bruni, contenute nel libro-confessione che esce oggi in Francia, affidato alla penna dei due giornalisti Yves Azeroual e Valerie Benaim. Titolo, "Carla e Nicolas, la vera storia". Appare evidente che la Première Dame non ha le stesse idee politiche del marito. In sé, non è una novità: che però anche dopo le nozze lo proclami, fa scalpore e rischia anche di provocare qualche incidente diplomatico. LEGGI TUTTO

STORIA. Ninetta Bagarella: Io mafiosa? Sono una donna innamorata

di MARIO FRANCESE
Parla Antonietta Bagarella, per la quale ieri il pubblico ministero ha chiesto quattro anni di soggiorno obbligato
. "L'amore non guarda a certe cose... Io ho scelto di amare Totò Riina" - E' accusata di essere stata il collegamento tra il fidanzato, luogotenente di Liggio, ed alcuni esponenti di mafia - "Mi sposerò in chiesa: non voglio fare come la Lucia di Alessandro Manzoni...". LEGGI TUTTO

Giornale di Sicilia 27.7.1971

mercoledì 4 giugno 2008

Ecomafie, cresce il business contro l'ambiente

Una montagna di rifiuti alta quasi 2 mila metri, con una base di 3 ettari. È quella che sorgerebbe in Italia se si accatastassero tutti i rifiuti “scomparsi”. O meglio, smaltiti senza che nessuno sappia dove sono finiti. Il Rapporto 2008 sulle Ecomafie pubblicato da Legambiente fotografa un’Italia dove la mondezza è sempre di più uno dei principali business della criminalità organizzata. E non solo in Campania. Napoli e dintorni, come è facile immaginare, mantengono il primato nazionale, ma quello dei rifiuti è un affare che hanno fiutato un po’ ovunque. LEGGI TUTTO

Usa, Barack Obama ottiene nomination e adesso mira a unificare partito

WASHINGTON (Reuters) - Dopo aver conquistato oggi la nomination alla presidenza per il Partito democratico, emergendo dal quasi anonimato politico per diventare il primo afro-americano in corsa per la Casa Bianca, ora Barack Obama deve unire un partito diviso per affrontare cinque mesi di battaglia elettorale contro il candidato repubblicano John McCain. LEGGI TUTTO
(Agenzia Reuters)

Corleone, il Centro antimafia rischia di chiudere

Il presidente Nicolò Nicolosi si è dimesso, il nuovo sindaco ne contesta la gestione. Per entrare adesso si paga il biglietto

di GABRIELE ISMAN

CORLEONE – Il Centro internazionale di documentazione antimafia di Corleone rischia di scomparire. Nel paese del Padrino e dei padrini, la struttura inaugurata nel 2000 dall'allora capo dello Stato Ciampi è costretta – dal 3 marzo scorso – a chiedere un ticket d'ingresso: tre euro il biglietto intero, due il ridotto. Dal 5 maggio il Cidma non ha più neanche una guida: il presidente, l'ex sindaco di Corleone Nicolò Nicolosi, si è dimesso e l'attuale primo cittadino Nino Iannazzo – ex vice sindaco proprio con Nicolosi, che ha sconfitto alle elezioni del 2007 – non è interessato alla struttura-simbolo, che custodisce in una delle tre sale alcuni tra i falconi dello storico maxiprocesso alla mafia. «Il Comune non è interessato al Centro – ha detto Iannazzo – finchè non torneranno le istituzioni fondatrici del Cidma, come Libera o il Centro Pio la Torre». LEGGI TUTTO

Se davvero si vuole salvare il Centro Antimafia...

Nicolosi e Iannazzo? «Eppure, una volta filavano d'amore e d'accordo…», verrebbe da dire. Erano i tempi in cui il primo cacciava via dal Cidma l'Associazione Libera di don Luigi Ciotti e le altre associazioni fondatrici, mentre il secondo non fiatava, anzi gli preparava tutti gli atti deliberativi necessari. Altri tempi, evidentemente. In questi tempi, i due se le cantano e se le suonano di santa ragione, preoccupandosi poco delle sorti della struttura-simbolo della lotta contro la mafia, che ormai il Centro antimafia rappresenta nell'immaginario collettivo nazionale e internazionale.

Nel merito, se la sua non è una posizione strumentale, ci sembra condivisibile l'idea del sindaco Iannazzo di poter pensare ad un rilancio del Cidma, solo se ritornano le associazioni fondatrici, a cominciare da Libera, il Centro Pio La Torre ed altre. Ma, probabilmente, nemmeno il presidente Nicolosi alzerebbe barricate contro questa ipotesi. Quindi, se non ci si vuole rassegnare alla scomparsa del Cidma, sarebbe il caso che qualcuno invitasse Libera e le altre associazioni a ripensare l'ipotesi di un loro ritorno all'interno del Centro antimafia, sulla base di un preciso programma di rilancio della struttura. A farlo dovrebbe essere l'attuale presidente, dimissionario, ma sempre in carica fino a quando non sarà sostituito.
(d.p.)
4 giugno 2008

Livorno, iniziativa antimafia e di riscatto sociale con Rita Borsellino

Il 6 giugno Rita Borsellino a Livorno per un’iniziativa dedicata alla lotta alla mafia e al riscatto sociale, promossa da Unicoop Tirreno. Sarà presentato anche il vino prodotto dalle vigne confiscate ai boss di Corleone.

Un pomeriggio dedicato alla lotta contro la criminalità organizzata e al percorso verso il riscatto sociale di terreni e beni confiscati a Cosa Nostra: è la Giornata della Legalità, venerdì 6 giugno presso l’Ipercoop di Livorno. Promossa da Unicoop Tirreno, Centro Commerciale Fonti del Corallo, Comune di Livorno, Arci e CGIL avrà come ospite Rita Borsellino, sorella del giudice Paolo Borsellino assassinato dalla mafia nel 1992. LEGGI TUTTO

martedì 3 giugno 2008

Per il lavoro c'è la mafia

Allarmanti risultati di un sondaggio in un Itcg di Cefalù: 2 diciottenni su 10 chiederebbero aiuto a Cosa nostra, un altro 20% non rinuncerebbe alla raccomandazione.
PALERMO - Due diciottenni su dieci pur di ottenere un lavoro si rivolgerebbero ad un mafioso, il 16%, invece, di fronte ad una ingiustizia si rivolgerebbe alla mafia per chiedere un aiuto. LEGGI TUTTO

Perché stupirsi che un giovane possa rivolgersi ad un mafioso?
di DINO PATERNOSTRO

lunedì 2 giugno 2008

Elezioni provinciali, un solo candidato di Corleone

CORLEONE – Se non fosse per qualche manifesto, con facce più o meno simpatiche, affisso sui muri del paese, nessuno saprebbe niente che il 15/16 giugno si voterà per eleggere il presidente della Provincia e il consiglio provinciale. Nessun comizio, nessuna manifestazione pubblica, nessun punto programmatico dibattuto con i cittadini. LEGGI TUTTO

Ato, Piro(PD): “Il commissario della Provincia deve soprassedere su presunto aumento tariffe per la fornitura dell’acqua”

Si ventila l’ipotesi che si starebbe cercando di approvare prima delle elezioni privinciali del 15 e 16 giugno un incremento oneroso delle tariffe per la fornitura dell’acqua da parte dell’Ato”. Lo comunica il candidato alla presidenza della Provincia di Palermo, Franco Piro. Invito pertanto il commissario della Provincia di Palermo Patrizia Monterosso a soprassedere a questo tipo di iniziative in considerazione del fatto che il 15 e il 16 giugno verranno rinnovati gli organi della Provincia ma anche quelli di numerosi comuni. Assumere una decisione di questa portata in questo momento significherebbe andare contro la manifestata intenzione di tutti di rivedere l’affidamento ai privati del servizio idrico”.

Pd, sit-in contro il taglio di risorse per le infrastrutture in Sicilia

Protesta dei parlamentari siciliani del Partito democratico a Palermo, contro il decreto fiscale approvato nel corso del primo consiglio dei ministri del governo Berlusconi: "I soldi servivano per le infrastrutture al Sud"
PALERMO
- Alcuni deputati e senatori e parlamentari regionali del Pd hanno organizzato una sabato stamattina davanti palazzo d'Orleans, sede della presidenza della Regione, a Palermo, contro il taglio dei fondi destinati alle infrastrutture in Sicilia per finanziare il taglio dell'Ici. Il sit-in - informa una nota del Pd - è stato organizzato per protestare contro il taglio dei fondi destinati alla Sicilia previsto dal decreto fiscale approvato nel corso del primo consiglio dei ministri del governo Berlusconi". LEGGI TUTTO

CENTO PASSI A SINISTRA

INTERVISTA A CLAUDIO FAVA
di Luca Bonaccorsi

“Sinistra Democratica sta bene. Ha scelto di non ripiegarsi su stessa alla ricerca di un'identità perduta, per tentare invece di capire cosa è successo a sinistra e nel Paese. Perché non si possono addossare le colpe della sconfitta solo a fattori esterni o al voto utile”. Inizia così la nostra conversazione con Claudio Fava, giornalista, europarlamentare, ora erede di Mussi alla guida della minoranza Ds che lasciò il partito l’anno scorso. “C’è un problema di cultura politica del progetto unitario di sinistra. Nella nostra scelta vedo un segnale di salute, di uno stare nelle cose. LEGGI TUTTO