martedì 30 settembre 2008

Incredibile a Palermo. Il Questore diffida un sindacalista: "E' socialmente pericoloso"

Il sindacalista della Cgil Pietro Milazzo ha una «condotta socialmente pericolosa». A dirlo è la questura di Palermo, con tanto di avviso orale per l´interessato, convocato venerdì scorso in commissariato per la reprimenda prevista dalla legge del 1956. È stato lo stesso attivista 57 enne, a capo del dipartimento Immigrazione della Cgil Sicilia, a darne notizia, parlando di un «provvedimento che si applica ai mafiosi. Io ho solo fatto presente agli ufficiali di pubblica sicurezza che non solo sono orgoglioso e rivendico in pieno tutto quanto ho fatto in questi anni, ma che ho tutta l´intenzione, pur nel fare opposizione a quest´atto repressivo ed intimidatorio (non tanto e non solo nei miei confronti), di proseguire sulla mia strada sino in fondo. Nessuna misura repressiva può fermare la mia scelta di vita, razionale e viscerale. Non sono e non voglio essere né un eroe, né un martire». LEGGI TUTTO
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IL RACCONTO DI PIETRO MILAZZO...
L'APPELLO PER PIETRO MILAZZO

Campo di lavoro di Corleone. I volontari con Rita Borsellino in via D'Amelio

Ieri i nostri volontari hanno incontrato Rita Borsellino in Via d'Amelio , il luogo dove fu ucciso il Giudice Paolo Borsellino. Rita spesso ci dice "sono onorata di essere la nonna del Progetto Liberarci dalle Spine". Quella visita, in quel luogo, con la sua presenza provoca un' emozione particolare che mi auguro possa rimanere costante e viva per i nostri volontari. I nostri ragazzi ci parlano di una domenica passata in modo diverso, ma comunque con molta felicità. Vi posso assicurare che la capacità di coinvolgimento e impegno sono per tutti noi un bel segno di condivisione e vicinanza .
Maurizio Pascucci
coordinatore Progetto
"Liberarci dalle spine"

Campo di lavoro di Corleone. Le radici contadine della lotta contro la mafia nel racconto di Dino Paternostro

Finalmente si lavora in campagna!! Considerando che per tutta la notte aveva piovuto era impossibile raggiungere il campo dei pomodori, così Salvatore e Bernardo ci hanno armati di forbici e siamo andati a vendemmiare. Nel frattempo però il sole aveva asciugato parzialmente la terra e quindi abbiamo cercato di raggiungere il campo di pomodori. Lungo la strada però abbiamo incontrato numerose difficoltà: siamo rimasti impantanati nel fango sia all’andata che al ritorno!!. Non appena arrivati Salvatore ha spiegato ai novelli come cogliere pomodori senza rovinare le piante, che “vanno trattate come i capelli di una donna o di un uomo, a seconda…!!!”. Mentre il gruppo lavorava, alcuni di noi sono andati con Franco all’azienda vitivinicola corleonese, dove si controlla il grado di acidità del nostro vino; altri, invece, hanno accompagnato Mario e Calogero all’Ipercoop di Milazzo per fare la spesa. Il lavoro nei campi si è protratto fino al primo pomeriggio, dopodiché stanchi ed affamati siamo tornati a casa. Dopo un lauto pranzo ed un breve riposino ci siamo preparati per l’incontro con Dino Paternorstro, segretario della Camera del Lavoro di Corleone, il quale ci ha raccontato la storia del movimento contadino e della sua funzione antimafia. Nel mezzo della dibattito è intervenuto anche Franco, che ci ha emozionato parlando dell’emarginazione che una scelta come la sua comporta e le sue preoccupazioni per il futuro lavorativo dei suoi figli.
Terminato l’incontro ci siamo diretti alla Villa, dove il tempo non ha perso occasione per rovinarci la serata: era in programma la proiezione del film L’apparenza Inganna, tuttavia abbiamo avuto solo il tempo di vedere il cortometraggio trevirgolaottantasette di Valerio Mastrandrea sul tema delle morti bianche perché improvvisamente ha cominciato a piovere. Velocemente abbiamo tolto baracca e burattini e siamo tornati a casa per la cena, alla quale hanno preso parte anche gli organizzatori del cinema. Vista la faticosa ed impegnativa giornata siamo andati a letto, per affrontare al meglio il duro lavoro dei campi che ci attende domani.
I ragazzi del campo di lavoro

25.09.2008

Il campo di lavoro di Corleone. E' venuto a trovarci il giudice Antonio Ingroia

No!, purtroppo il tempo non è stato clemente ed è risultato impossibile andare in campagna. In compenso siamo andati in un magazzino per imballare i prodotti della Cooperativa(passate di pomodori, caponate, melanzane e finocchietti) precedentemente inscatolati e ne abbiamo approfittato per tirare a lucido il locale. Dopo il lavoro c’è stato anche chi ha deciso di tornare a casa a piedi, in modo da poter fare un primo giro in paese. Fermandoci a bere ad una fontana posta nel centro di una piccola piazza, una simpatica fruttivendola ci ha proposto di fare una foto di gruppo a fini promozionali: ha consegnato alle donne più fortunate due zucchine indiane lunghe quasi due metri!Tornati a casa il primo gruppo di turno in cucina del campo ci ha fatto trovare il pranzo pronto, che abbiamo mangiato con gusto(non erano zucchine!!).
Nel pomeriggio, dopo un momento di riposo, passato a prendere il sole nel cortiletto esterno, è venuto a trovarci il magistrato Antonino Ingroia, che già dal suo uditorato giudiziario si è trovato a fiancheggiare il giudice Giovanni Falcone, entrando, subito dopo, nel pool antimafia. Ingroia è riuscito a coinvolgerci, narrando gli eventi giudiziari più importanti di lotta alla mafia che lo hanno coinvolto, come l’arresto di Totò Riina(del 1993) e il processo Andreotti. Inoltre ha voluto rimarcare la sua continua voglia di incontrare i ragazzi dei campi di lavoro, sostenendo che la battaglia a Cosa Nostra non possa essere portata avanti solamente dalla magistratura, ma è molto importante, se non indispensabile, l’impegno della società civile. In particolare ci ha colpito la semplicità dell’uomo, al di là del difficile ruolo che ricopre, e la naturalezza con cui ha parlato delle restrizioni che la sua vita sociale continua a subire proprio a causa di questa sua scelta.
La giornata si è conclusa con una cena, in cui molti di noi per la prima volta hanno assaggiato i fichi d’india, colti poche ore prima da Franco, seguita da una passeggiata in una Corleone un po’ deserta, forse a causa del maltempo e dell’ora tarda.
La positività di questa prima giornata di campo è comune a tutto il gruppo, anche se restiamo con la speranza di poter andare, finalmente, nei campi per cominciare il vero lavoro.
I ragazzi del campo
24.09.2008

mercoledì 24 settembre 2008

Corleone. Tutti zitti: Centrodestra di governo e di... opposizione!

Al centrodestra corleonese l’appetito vien mangiando. Forte della ritrovata unità tra i seguaci del sindaco Iannazzo e la gran parte dei seguaci dell’ex sindaco Nicolosi, adesso in consiglio comunale conta una maggioranza di 13 consiglieri (Nicola Bentivegna, Giuseppe Iannazzo, Fausto Iaria, Maurizio La Barba, Lea Savona, Mario Lanza, Giuseppe Nicosia, Salvatore Sorisi, Angelo Cancemi, Vincenzo Macaluso, Francesco Piazza, Vincenzo Labbruzzo, Antonio Vella), contro i 7 della minoranza (Salvatore Schillaci, Dino Paternostro, Lillo Marino, Maurizio Bruno, Franco Di Giorgio, Salvatore Colletto e Calogero Di Miceli). E, con questa maggioranza, cerca di accaparrarsi tutto quello che può, con la forza dei numeri. «È la legge della democrazia, bellezza…», lasciano intendere. Adesso, però, questa maggioranza è passata alla “fase due”. Qual è? Semplice, quella di recitare anche la parte della minoranza.
Per capire meglio, dobbiamo fare un passo indietro. Dal 2003, il comune di Corleone fa parte dell’Unione dei “Comuni del Corleonese”, insieme a Campofiorito e Contessa Entellina. Un’unione inutile e dannosa per i cittadini dei tre comuni, perché produce zero servizi e tante mega-indennità di cariche. Ma questa è un’altra storia. Lo statuto prevede che dell’assemblea dell’Unione facciano parte tre consiglieri per ciascun comune (il presidente del consiglio, un consigliere di maggioranza e uno di minoranza). L’anno scorso, insieme al presidente Mario Lanza, erano stati nominati Lea Savona e Mauro Di Vita, che adesso è decaduto perché eletto consigliere provinciale.
Dovendo sostituirlo, il presidente Lanza, su suggerimento dei capigruppo dell’attuale maggioranza che sostiene Iannazzo, ha indicato Fausto Iaria. «Ma così entrambi i consiglieri dell’Unione sono espressione della maggioranza!», hanno protestato i 7 consiglieri di minoranza. «Consigliere Savona lei è di maggioranza o di minoranza?», ha chiesto flemmatico (e furbo) il presidente. «Di minoranza…», la flebile ma inequivoca risposta. Quindi, tutto a posto. Maggioranza e minoranza sono entrambe rappresentate. E le proteste non hanno motivo d’essere. Parola di Mario Lanza e Lea Savona! Per la serie: cosa non si fa per una poltron…cina. Oppure: mentire in politica non è reato.
d.p.

Corleone. A chi il comune? Al sindaco Iannazzo!!

Che elettoralmente il centrodestra sia stra-forte anche a Corleone, nessuno lo contesta. Specie dopo “l’unificazione” a tappe forzate dei sostenitori del sindaco Iannazzo e di tanta parte dei sostenitori dell’ex sindaco Nicolosi, i numeri sono chiarissimi: 13 consiglieri di maggioranza e solo 7 di minoranza. Questi numeri, però, hanno dato alla testa al giovane sindaco, tanto da fargli ritenere possibile anche modificare il logo del comune. Non ci credete? E allora guardate il logo del comune di Roma, sotto vi leggerete “Città di Roma”; guardate quello del comune di Palermo, sotto vi leggerete “Città di Palermo”. E, fino a poco tempo fa, sotto il leone rampante col cuore in mano, che rappresenta il logo del comune di Corleone, vi si poteva leggere “Città di Corleone”. Da qualche giorno non è più così. Da qualche giorno, sotto il logo c’è scritto: “Il Sindaco A. Iannazzo”. Almeno così abbiamo letto nel manifesto di Arci-Dialogos, che pubblicizza la festa di sabato prossimo. «Ma non sarebbe stato più normale sotto il logo scrivere “Città di Corleone”?», abbiamo chiesto ai dirigenti del circolo. «Volevamo fare così, ma l’amministrazione ci ha imposto di scrivere il nome del sindaco…». È vero che un’imposizione produce effetti se c’è qualcuno disposto a subirla, ma questo nulla toglie alla “modestia” del sindaco e alla sua riconosciuta sensibilità democratica…
d.p.

Sanità regionale, intesa nella notte. Approvato il piano di rientro dell'assessore Russo

Taglio alle Aziende sanitarie, ridotte da 29 a 17. Il Garibaldi di Catania è stato accorpato al Cannizzaro, il Civico di Palermo al presidio Ingrassia. Scendono da 5.000 a 3.000 i posti letto in Sicilia. Lombardo: "Un passo avanti verso la riduzione degli sprechi". Adesso l'esame del Governo nazionale
PALERMO - La Giunta regionale di governo ha approvato in nottata lo schema presentato dall'assessore alla Sanità Massimo Russo che prevede la riqualificazione della rete ospedaliera siciliana. La novità fondamentale è rappresentata dal corposo taglio, da 29 a 14, del numero delle Aziende. In particolare, le Ausl restano nove e incorporeranno le aziende ospedaliere delle rispettive province. Le aziende ospedaliere, che attualmente sono 17, diventeranno due: una a Palermo (l'Arnas Civico alla quale viene accorpato il presidio ospedaliero Ingrassia) e l'altra a Catania (unificazione dell'Arnas Garibaldi e dell'azienda ospedaliera Cannizzaro). I Policlinici di Palermo, Catania e Messina si integreranno, sulla base di protocolli d'intesa, con le rimanenti aziende ospedaliere delle tre città. LEGGI TUTTO

Pizzini, edilizia e investimenti nel calcio: arrestato il giovane legale dei Lo Piccolo

Marcello Trapani, brillante avvocato e procuratore di giocatori era da poco nel collegio difensivo dei boss palermitani. Volevano entrare nella società di Zamparini. Nei guai anche l'ex responsabile del settore giovanile dei rosanero
di SALVO PALAZZOLO
PALERMO - Un giovane e brillante avvocato, Marcello Trapani, gestiva gli investimenti del clan di Salvatore Lo Piccolo, il successore di Bernardo Provenzano alla guida di Cosa nostra palermitana: otto milioni di euro sarebbero dovuti finire nel Veneto, a Chioggia, per la realizzazione di un complesso residenziale. L'anno scorso, era stato arrestato Lo Piccolo, dopo una latitanza durata 25 anni. Adesso, i finanzieri del nucleo speciale di polizia valutaria di Palermo hanno scoperto alcuni degli insospettabili complici. L'indagine coordinata dai pm Domenico Gozzo, Gaetano Paci, Francesco Del Bene, Annamaria Picozzi e dal procuratore aggiunto Alfredo Morvillo ha portato in cella questa mattina non solo Marcello Trapani, 39 anni, accusato di associazione mafiosa, ma anche Giovanni Pecoraro, ex responsabile del settore giovanile del Palermo Calcio: deve rispondere di concorso esterno in associazione mafiosa, perché avrebbe aiutato i Lo Piccolo nel loro progetto di pilotare i futuri lavori e la gestione del nuovo stadio. LEGGI TUTTO

Cgil, autunno caldo: «Diritti in piazza»

La Cgil fa partire l'autunno caldo: il 27 settembre il maggior sindacato italiano ha indetto una mobilitazione per chiedere al governo un radicale ripensamento della politica economica, sociale e fiscale. Il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, vede l'appuntamento di fine settembre come una tappa di un più ampio percorso: «Il 27 settembre sarà l'avvio di una fase di mobilitazione di cui saranno poi definiti gli sviluppi e le modalità». Il leader della Cgil ha precisato che la manifestazione si svolgerà in tutte le città per chiedere all'esecutivo «un cambiamento di indirizzo della politica economica, sociale e fiscale, secondo gli orientamenti contenuti nella piattaforma sindacale unitaria proposta quasi un anno fa». LEGGI TUTTO

martedì 23 settembre 2008

La Cgil: "Ilarda pubblichi gli elenchi dei componenti degli uffici di gabinetto!"

"Partendo da una vicenda che lo ha coinvolto personalmente, l'assessore Ilarda faccia adesso un esercizio di trasparenza pubblicando sul sito della regione gli elenchi dei componenti di tutti gli uffici di Gabinetto così da fare piena luce sulla politica clientelare che ancora imperversa alla Regione". Lo dice Enzo Abbinanti, segretario regionale della Fp Cgil. "Il 'bel gesto' della giovane Ilarda - aggiunge - è insufficiente a fronte di un intero sistema che va scardinato senza tentennamenti. In tutti gli uffici di Gabinetto così come nelle società partecipate dalla Regione sono entrati parenti e amici eludendo le norme sulle assunzioni e caricandone i costi sulle spalle dei contribuenti siciliani e questo la Cgil lo denuncia da anni". Abbinanti ricorda anche che "per la riorganizzazione della Regione il presidente Raffaele Lombardo ha siglato il 6 agosto un protocollo di intesa con i sindacati confederali, prevedendo una serie di tappe a partire dal 15 settembre. Ma fino ad oggi è partito solo il tavolo sulla sanità". A Lombardo la Fp Cgil sollecita l'avvio del confronto sui temi già concordati "per raggiungere rapide soluzioni e dare trasparenza ed efficienza alla macchina amministrativa".

I Sindacati: "Ilarda si dimetta subito!"

PALERMO - I sindacati Cobas -Codir, sadirs, Siad e Ugl invitano l'assessore regionale alla Presidenza Giovanni Ilarda, ex magistrato, a dimettersi. In una nota i sindacati, che rappresentano il 65% dei lavoratori regionali, dicono che "al di là di una propaganda fumosa ed inconcludente, l'assessore Ilarda si sta contraddistinguendo per la produzione di atti di dubbia legittimità". "Citiamo - aggiungono - l'assunzione, nel suo ufficio di gabinetto, senza alcuna procedura selettiva e con la qualifica di dirigente, di un ex onorevole (Decio Terrana, non eletto alle ultime elezioni regionali) privo dei requisiti di legge (la laurea) previsti per l'accesso alla qualifica dirigenziale. L'atto è stato posto in essere dall'assessore Ilarda nonostante la censura dell'organo di controllo (la ragioneria centrale) che - esprimendosi sulla legittimità dell'atto - ha sottolineato, il 24 luglio 2008, la mancanza del requisito del titolo di studio e la mancanza di funzioni assegnate coerenti con la qualifica di dirigente". "L'assessore - prosegue - era stato pure invitato dalla ragioneria a rimodulare il provvedimento 'in conformità alla normativa vigente" ed avvisandolo che, in mancanza, "per i successivi effetti, l'atto viene registrato sotto la responsabilità del proponente". Per i sindacati "Ilarda, beccato 'con le dita nella marmellata', ha deciso di sacrificare la figlia, forse per tentare di sopire le polemiche sul sistema usato dallo stesso assessore, il vero 'nervo scoperto' che consente ai figli dei potenti di presentare un curriculum e di godere dell'assunzione certa e immediata per chiamata diretta, come dirigente nella pubblica amministrazione. Adesso, ci aspettiamo da parte dell'assessore un reale segnale di coerenza e di coesione: le dimissioni".

LETTERA APERTA ALL'ASSESSORE ILARDA

Egregio assessore Giovanni Iarda,
per giustificare l’assunzione di sua figlia Giuliana nell’Ufficio di gabinetto dell’assessore Antonello Antinoro, con un contratto di 57 mila euro l’anno, ha detto: «Mia figlia si è laureata al Dams di Palermo con 110 e lode, ha studiato all’Università di Barcellona, dove ha fatto la tesi. È vincitrice Erasmus, parla e scrive due lingue ed è esperta di informatica. Mi pare che abbia le carte in regola. Ripeto: non ci trovo niente di immorale. Non è stata violata alcuna legge».
Probabilmente, non è stata violata alcuna legge, ma che non ci sia nulla di immorale, egregio assessore, non lo deve dire. Quante ragazze e quanti ragazzi siciliani hanno gli stessi requisiti professionali di sua figlia, eppure non vengono assunti da nessuna amministrazione. Meno che mai con un contratto di 57 mila euro l’anno.
Chi le scrive, egregio assessore, ha una figlia che pure lei si è laureata al Dams di Palermo con 110 e lode. Inoltre, si è specializzata in regia cinematografica alla Scuola di Cinema di Milano, ha studiato a Madrid e Barcellona, parla e scrive lo spagnolo, ma non è stata assunta in nessun ufficio di gabinetto di nessun assessore…
Chi le scrive, egregio assessore, ha pure un figlio che si è laureato in Scienze Linguistiche all’Università Cattolica di Milano con 110 e lode, ha svolto tirocini in Francia e negli U.S.A., parla e scrive correttamente il francese e l’inglese, ma non è stato assunto in nessun ufficio di gabinetto di nessun assessore.
Vede che non basta avere le “carte in regola” per trovare un lavoro e per giunta ben retribuito?
Vuole un mio consiglio “Piccolo” “piccolo”? Non si arrampichi sugli specchi e, con un sussulto di dignità, rassegni le dimissioni! Tanto come moralizzatore della pubblica amministrazione non è più credibile.
Dino Paternostro
23 settembre 2008

Ivan Lo Bello resta al vertice di Confindustria-Sicilia, nonostante l'opposizione dei catanesi

Confindustria, Ivan Lo Bello resta al vertice. Il manager siracusano è stato riconfermato alla guida dell'associazione degli industriali siciliani per altri due anni, nonostante il veto della componente catanese, assente alla votazione. I vicepresidenti sono Montante, Catanzaro e Cittadini
PALERMO - Ivan Lo Bello è stato confermato per altri due anni alla guida della Confindustria in Sicilia. I delegati che fanno parte della giunta regionale lo hanno rieletto con 40 voti e tre sole schede bianche.Assenti i rappresentanti della Confindustria di Catania, con l'eccezione del presidente dell'Ance Andrea Vecchio, in polemica per quello che hanno definito "un mancato confronto sul programma".Eletti oggi anche i tre vicepresidenti di Confindustria regionale, tutti è tre all'unanimità sono stati eletti vice di Lo Bello Antonello Montante, vicepresidente uscente, Giuseppe Catanzaro e Barbara Cittadini, gli ultimi due delle new entry.L'assenza di Fabio Scaccia, il Presidente di Confindustria Catania, al voto per la rielezione del Presidente uscente Ivan Lo Bello, poi confermato "era annunciata da tempo. Nessuna sorpresa, quindi". Ne è convinto lo stesso Lo Bello, rieletto Presidente degli industriali con 40 voti su 43, tre schede bianche. Scaccia, qualche tempo fa aveva detto che non avrebbe dato il suo appoggio a Lo Bello "per il mancato confronto sul programma", accusandolo di essere "monotematico" sul tema della legalità."Se essere monotematici significa occuparsi di legalità, allora continuerò a essere monotematico - ha detto Lo Bello - È una vicenda su cui davvero non si può scherzare, molto significativa". Al voto di oggi era presente un altro catanese di peso, Andrea Vecchio, presidente dei costruttori, in palese contrasto con il suo Presidente Scaccia.Ivan Lo Bello, siracusano, ha contraddistinto il suo primo mandato per l'impegno nella lotta al racket delle estorsioni, introducendo nel codice etico la norma che prevede l'espulsione dall'associazione per chi non denuncia di essere vittima del pizzo. Attualmente Lo Bello ricopre anche l'incarico di presidente del Banco di Sicilia (gruppo Unicredit).
23/09/2008

Riserva Naturale di Isola delle Femmine: pericolo di crollo della Torre di avvistamento

Si sono conclusi ieri i lavori di segnalazione del potenziale pericolo di crollo della torre di avvistamento del XVI sec. presso la Riserva Naturale Orientata Isola delle Femmine. Nel giugno scorso la Procura della Repubblica di Palermo aveva provveduto a sequestrare la torre per le sue precarie condizioni di stabilità. La LIPU che gestisce la riserva ha ritenuto importante segnalare il potenziale pericolo con delle tabelle con testo in italiano ed in inglese poiché la riserva è fruita anche da turisti stranieri. A seguito della ingiunzione del Sindaco di Isola delle Femmine prof. Gaspare Portobello ed in accordo con i proprietari del monumento ieri sono stati completati i lavori per recintare un’ampia area di rispetto attorno alla torre medesima. Il direttore della Riserva dott. Vincenzo Di Dio esprime soddisfazione per la conclusione di questo primo importante passo: “anche se il regolamento della riserva consente la fruizione solo sui sentieri appositamente predisposti che ovviamente passano a debita distanza dalla torre medesima, i lavori compiuti aumentano sensibilmente il livello di sicurezza del pubblico, adesso ci si augura che si possa arrivare al recupero completo del monumento al fine di poterlo destinare alla fruizione della collettività”.

Il Presidente di Alpa-Sicilia, Sparacio: "Sbagliato tagliare i premi agricoli ai piccoli produttori"

Il presidente regionale dell’ALPA, (Associazione Lavoratori e Produttori Agroalimentari) Salvatore Sparacio ha dichiarato che è sbagliata la modifica che intende fare la Commissione Europea di tagliare i premi in agricoltura ai piccoli produttori. La Commissione Europea infatti è intenzionata a fissare un tetto minimo di € 250,00 e di 1 ettaro di superficie perchè i produttori possano percepire annualmente i premi comunitari. Tale misura se confermata dal governo italiano colpirebbe una platea di oltre 500.000 piccoli produttori causando gravissimi danni nel comparto agroalimentare italiano, nella sola regione siciliana ad essere colpiti da tale misura sarebbero 80.107 piccoli produttori.
L’ALPA SICILIA si batterà con tutte le sue forze per evitare che il ministro per le politiche agricole Luca Zaia confermi la decisione della C.E. Al contrario ribadiamo l’importanza economica e sociale dei piccoli produttori agricoli che nel nostro Paese rappresentano più del 60% della base sociale agricola per il positivo contributo che essi danno al mantenimento delle produzioni di qualità, tipicità e alla conservazione della biodiversità. L’ A.L.P.A. SICILIA fa notare che i piccoli produttori svolgono una funzione sociale di grande importanza in quanto con l’attivazione delle filiere corte, dei gruppi di acquisto solidali e dei mercatini biologici contribuiscono a contenere i prezzi dei prodotti alimentari che negli ultimi mesi hanno subito aumenti non giustificati.
L’ALPA SICILIA ribadisce che l’aiuto economico, anche se di modesta entità rappresenta non solo un’integrazione del reddito ma anche una legittimazione socio economica per le microaziende che operano nelle aree montane e svantaggiate. L’A.L.P.A. SICILIA sostiene la positività di una agricoltura plurale come patrimonio non solo economico ma anche storico, culturale e di conoscenze da valorizzare. Per tali ragioni L’A.L.P.A. SICILIA ha chiesto un’incontro all’assessore regionale all’agricoltura Prof. Giovanni La Via, annunciando una mobilitazione dei propri associati a partire dal 27 settembre.
Palermo 23.09.2008

lunedì 22 settembre 2008

Porta Pia, Paolo VI più laico di Alemanno

di Vittorio Emiliani
Lì per lì, sabato, guardando il Tg regionale del Lazio, mi sono un po’ stupito vedendo (e non si poteva non vederlo) il possente doppiopetto del vice-sindaco di Roma, Mauro Cutrufo, cinto di fascia tricolore,
davanti al monumento che ricorda la storica Breccia di Porta Pia. Sta’ a vedere - mi son detto - che la giunta Alemanno è più sollecita delle amministrazioni di centrosinistra nel ricordare quella data fondamentale. Poi ho capito che, al contrario, Cutrufo celebrava i mercenari pontifici deceduti nell’ultima difesa del papa-re, insomma gli Zuavi. E mi è tornato alla mente che Paolo VI, in ossequio alle direttive del Concilio Vaticano II sull’abbandono da parte della Chiesa di ogni potere temporale, decise motu proprio di non far più celebrare la tradizionale Messa in ricordo di quei caduti contro i bersaglieri del generale Lamarmora. «Lì per lì», commentò Giulio Andreotti ad un dibattito alla Libreria Croce, «ci rimasero un po’ male i discendenti, le famiglie degli Zuavi, che, se ricordo bene, pubblicavano anche un loro bollettino… ». LEGGI TUTTO

La Fiction Agrodolce. Tanti bambini alla sede Rai di Palermo per le selezioni

PALERMO - La febbre della fiction arriva a Palermo. Stamani, circa 200 bambini da tutta la Sicilia, accompagnati dai genitori hanno affollato la sede Rai di viale Strasburgo, a Palermo, per le selezioni del cast di "Agrodolce", la nuova "soap opera corale" prodotta da Raifiction, Rai Educational in collaborazione con il dipartimento per i Beni Culturali della Regione Sicilia. "Abbiamo dovuto lasciare fuori la metà degli aspiranti - racconta Maurilio Mangano - responsabile del casting -. Spesso sono le mamme stesse che costringono i figli a partecipare". I provini dei giovanissimi aspiranti attori, verranno inseriti in un archivio dal quale saranno selezionati di volta in volta i protagonisti o le comparse per la fiction, ambientata in un paese immaginario della costiera siciliana, Lumera.Le selezioni per i baby-attori continueranno domani dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 17. "Ci saranno altri casting - svela Mangano -. Molti degli interpreti di Agrodolce sono volti nuovi, presi dalla strada. La caratteristica dei siciliani, è di saper recitare anche se non sono professionisti".

Corleone. Lavori SS 118. Colletto (Mpa): "Il sindaco e la giunta avvertono il disagio di opere che cominciano senza nessun loro merito"

Il Consigliere comunale di Corleone, Salvatore Colletto (Mpa), esprime piena soddisfazione per l'avvio dei lavori di ammodernamento del tratto Corleone-Marineo della SS 118, di cui si è parlato in ogni campagna elettorale dal 1953 in poi, anche se sta registrando il silenzio più assoluto dell'attuale amministrazione comunale di Corleone. Come se il sindaco e la sua Giunta avvertino il disagio di opere che cominciano ed altre che già vengono ultimate, senza che nessun merito possa essere ascritto a chi, in questo momento, governa la città.
Eppure, al di la dei meriti di altri e dei demeriti di alcuni, quello che conta è che una antichissima aspettativa dei corleonesi può essere realizzata. L'amministrazione in carica ha adesso il dovere di impegnarsi a fare in modo che i lavori durino fino al collegamento con Marineo, e di là assicurare il raccordo con la Palermo-Agrigento, così come era stato ottenuto dalla precedente amministrazione guidata dal sindaco Nicolosi.
22 settembre 2008
La polpetta avvelenata di Nicolosi,
i silenzi imbarazzati di Iannazzo
di DINO PATERNOSTRO

Regione Sicilia: Russo (Pd) sull'assunzione clientelare della figlia dell'assessore Ilarda

"La notizia dell´assunzione della figlia dell´assessore Ilarda presso l´ufficio di gabinetto dell´Assessorato regionale ai Beni culturali non lascia dubbi sulla politica a due facce del governo Lombardo". Lo dice l´onorevole Tonino Russo, vice segretario del Pd siciliano. "Viene spontaneo chiedersi se l´assessore Ilarda non fosse a conoscenza di questa "particolare vicenda" e, soprattutto, se l´assessore non provi almeno un po´ di imbarazzo. Difficilmente ci saremmo aspettati - sottolinea Russo - proprio dal neo zelante moralizzatore dei costumi dell’amministrazione siciliana una caduta di stile così eclatante. Ci sono tanti giovani precari che ogni giorno cercano la stabilizzazione, magari semplicemente condizioni più decenti per poter programmare il proprio futuro, e sono costretti a constatare amaramente che solo i figli dei potenti possono imbattersi in grandi fortune come la chiamata diretta. Non conosciamo - continua Russo - e non mettiamo in dubbio la professionalità e i meriti della giovane figlia ma non si può non pensare che dietro questa assunzione non ci sia lo "zampino" di papà. Quale credibilità possono continuare ad avere Ilarda e le sue campagne? E il Presidente Lombardo cosa ne pensa? Forse nel suo governo vige il cuis regio eius religio? Speravamo - conclude Russo - e abbiamo sempre auspicato che il governo Lombardo fosse in discontinuità con la precedente amministrazione: purtroppo cambiano le facce ma le pratiche sono sempre le stesse".
22 settembre 2008

SICILIA, UN FEDERALISMO A LA CARTE

di Agostino Spataro
Avremo, dunque, un federalismo fiscale a la carte che riserva agli amici i piatti più prelibati?
Se la logica è quella del contestato articolo 20 della bozza Calderoli parrebbe proprio di si. Contro tale norma sono insorti fortissimi dissensi, in Italia, mentre in Sicilia, regione beneficiaria, solo grandissimi silenzi. Sembra che anche in politica valga il motto che tanta fortuna ha portato alla mafia (traduco): la migliore parola è quella che non si dice.
A difendere l’articolo sono rimasti soltanto i due coautori: il succitato ministro leghista e Lombardo presidente della regione siciliana individuata come unica destinataria delle accise sui prodotti petroliferi. LEGGI TUTTO

domenica 21 settembre 2008

Campi di lavoro. Adesso è il momento della promozione dei prodotti con la vitamina "L"

In questi mesi la Cooperativa Lavoro e Non Solo ha effettuato al meglio il suo impegno di raccolta dell' attività di agricoltura biologica. Dal grano ai ceci, dalle lenticchie alle mandorle. Attualmente è in corso la vendemmia e la raccolta dei pomodori. I campi di lavoro continueranno fino a novembre. Ora ha inizio il momento della promozione dei prodotti e della loro vendita. E' molto importante la promozione e valorizzazione in quanto l'impegno di Unicoop Tirreno a stringere un buon rapporto commerciale con la Cooperativa Lavoro e Non Solo su alcuni prodotti deve ottenere un buon risultato. LEGGI TUTTO

Per la libertà di espressione, della Costituzione, della democrazia. Intervista a Carlo Ruta

A cura di Enrico Natoli

Ci può raccontare la nascita di "accadeinsicilia"? Che tipo di informazione poteva trovare un lettore nelle pagine del sito?

Faccio una premessa. A partire dalla metà degli anni novanta, dopo le stragi di Capaci e via D’Amelio ho deciso di integrare il mio impegno, prevalentemente di tipo storiografico, con una serie di inchieste sul terreno, su talune realtà della Sicilia, volgendo in particolare l’attenzione sulle aree orientali, da Catania a Gela, da Siracusa a Vittoria. In tali luoghi infuriavano in quel periodo guerre di mafia che sconfessavano il mito di una Sicilia “differente”. Sono stati quindi anni difficili, in cui mi trovavo a fare i conti con avvertimenti di ogni tipo. Raccoglievo gli esiti delle inchieste su libretti che mi venivano pubblicati da “La Zisa”, una casa editrice palermitana, condotta da Maurizio Rizza dell’Istituto Gramsci. E in quel contesto ho scoperto, a fine decennio, il web. Ho valutato le possibilità di comunicazione inedite che mi avrebbe potuto offrire tale strumento, quindi ho creato “Accadeinsicilia”, nel 2001. Sin dall’inizio la mia idea è stata di congiungere le due prospettive: quella storiografica e quella dell’informazione. Dalla prima è nata la sezione “Giuliano e lo Stato”, con altre che documentano l’immagine della Sicilia nei secoli della modernità. Dalla seconda sono scaturite le inchieste sul presente, a partire da quella sull’uccisione del giornalista Giovanni Spampinato. LEGGI TUTTO

Cambia pelle il portale "Libera Informazione"

Da venerdì 19 settembre è online la nuova versione del portale dell'Osservatorio Nazionale sull'informazione per la legalità e contro le mafie, Libera Informazione. Il sito, graficamente rinnovato senza tradire la struttura base del progetto, presenta numerose migliorie che permetteranno una gestione dei contenuti più fluida e sapranno dare spazio a più notizie in tempi rapidi. In primo luogo è stata data maggior rilevanza alle notizie in home page, più visibili e chiare e alle notizie di sommario. Vera e propria novità lo spazio riservato alle brevi, con un box ad hoc che permette di far visionare con dei semplici click le notizie più importanti delle ultime ore. Lo spazio dedicato ai territori è sicuramente il cardine del progetto: la navigazione , resa più rapida tramite l'utilizzo di una cartina sensibile dell'Italia, permetterà facilmente di accedere all'archivio dei pezzi riguardanti le realtà locali. LEGGI TUTTO

giovedì 18 settembre 2008

Scuola, il disagio e la protesta degli insegnanti contro i tagli del ministro Gelmini

PALERMO - Per capire il malumore che vien fuori dal mondo della scuola, e che ieri in Sicilia si è manifestato con la protesta in piazza, occorre guardare ai numeri. Per la Cgil i posti in meno quest'anno nella scuola siciliana sono 2.544 per i docenti e 162 per gli Ata. Una situazione destinata ad aggravarsi, è il timore, con gli ultimi provvedimenti decisi dal ministro Mariastella Gelmini che, secondo le stime dei sindacati, comporteranno nella regione il taglio di 15 mila posti di lavoro nei prossimi tre anni.In quest'ottica, ieri hanno protestato le sigle sindacali Flc Cgil, Cisl e Uil Scuola e Snals Confsal, con striscioni contro il ministro e la riforma che, secondo gli insegnanti, "taglierebbe posti di lavoro". La protesta è stata fatta coincidere con l'inizio della scuola per 811 mila studenti e 72 mila insegnanti siciliani.Vogliamo "cercare di scongiurare i tagli agli organici della scuola, soprattutto quelli pesantissimi al sostegno per i portatori di handicap - ha detto Angelo Prizzi, segretario regionale della Cisl scuola -verranno tagliati già quest'anno complessivamente 2.500 posti, di cui 900 sul sostegno. Questo aumenta il numero degli alunni per classe imponendo una diminuzione qualitativa del servizio"."Abbiamo richiesto - ha proseguito - l'intervento del presidente della Regione, Raffaele Lombardo, che ha parlato con il ministro. Se la riforma dovesse essere applicata nei termini indicati dal ministro Gelmini, in Sicilia verrebbero tagliati 15 mila posti di lavoro nei prossimi tre anni. Siamo pronti a continuare nelle iniziative di protesta. La vertenza sarà lunga e difficile".

Ha 113 anni, si chiama Tomoji Tanabe ed è giapponese l'uomo più vecchio del mondo

TOKYO - Centotredici candeline e nessun acciacco per l'uomo più vecchio del mondo, un pensionato giapponese di nome Tomoji Tanabe, che oggi ha festeggiato un altro compleanno mantenendo saldamente il record planetario di longevità già sancito dal Guinness dei primati.Tanabe, che vive ancora nella stessa città - Miyakonojo, nella prefettura meridionale di Miyazaki - dove nacque il 18 settembre del 1895, si è mostrato in forma alla folla di familiari, amici e giornalisti giunti in visita per l'occasione."Non ho ancora voglia di morire", ha dichiarato l'arzillo vecchietto, che ama trascorrere le giornate leggendo, facendo passeggiate e raccogliendo appunti nel suo diario privato. Ama il latte, di cui beve ogni giorno un bicchiere - alle 15:00 in punto - e, a chi gli chiede il segreto dell'elisir di lunga vita, risponde serafico che è meglio "tenersi alla larga da alcol e fumo".L'anziano signore lo scorso anno aveva ricevuto il riconoscimento ufficiale del record di longevità maschile dal Guinness dei primati, dove continua a primeggiare anche nell'edizione 2009 pubblicata a Londra proprio ieri sera che, in virtù del fuso orario, è risultata di fatto in contemporanea con il 113/mo compleanno di Tanabe.

mercoledì 17 settembre 2008

A Corleone una notte brava finisce in rapina

Corleone: un manovale ha portato nella propria abitazione due prostitute romene, ma una volta a casa è stato aggredito e derubato dalle donne, entrambe finite in manette
CORLEONE (PALERMO) - Voleva trascorrere una notte in compagnia di due prostitute romene un manovale di 53 anni di Corleone che una volta arrivato nella propria abitazione è stato aggredito e derubato dalle donne. Così i carabinieri della compagnia di Corleone hanno arrestato Milica Ciontu, di 36 anni e Gianina Maiorara Moldovan, di 24, entrambe senza fissa dimora, accusate di rapina.L'uomo ha raccontato ai militari di aver incontrato le due donne in piazza Marina a Palermo che lo hanno seguito nella sua abitazione a Corleone per trascorrere qualche ora in loro compagnia. Una volta a casa del manovale, approfittando di un momento di distrazione, le romene lo colpivano alla testa con un paralume portandogli via circa tremila euro in contanti ed il giubbotto. Le prostitute sono state subito individuate in paese e arrestate dai carabinieri che hanno rinvenuto la refurtiva.
17/09/2008

Scuola: a Palermo cominciano le lezioni, ma anche la durissima protesta degli insegnanti

Traffico a singhiozzo nella zona di via Praga
(ANSA)- PALERMO, 17 SET- Circa 500 insegnanti stanno protestando davanti all'ufficio scolastico di via Praga a Palermo, contro i tagli ai finanziamenti alla scuola. Il traffico nella zona procede a singhiozzo. Alla manifestazione sono presenti le sigle sindacali Flc Cgil, Cisl e Uil Scuola e Snals Confsal. La protesta e' stata organizzata nel giorno in cui comincia la scuola per 811 mila studenti e 72 mila insegnati siciliani.
2008-09-17 11:58

Mafia. La Dia di Caltanissetta ha sequestrato beni di provenienza illecita per 8, 5 mln euro

Pentiti ricostruiscono rapporti Cosa nostra e stidda
(ANSA) - CALTANISSETTA, 17 SET - La Dia di Caltanissetta ha posto sotto sequestro aziende e imprese per un valore complessivo di otto milioni e mezzo di euro. Si tratta di beni riconducibili a boss mafiosi.L'indagine, denominata 'Quattromura', riguarda le cosche mafiose di Cosa nostra e Stidda che operano in prevalenza a Gela, e per le quali sono state indagate 22 persone.All'inchiesta hanno contribuito alcuni collaboratori di giustizia che hanno fatto emergere le strategie e i rapporti tra Cosa nostra e stidda.
2008-09-17 11:31

martedì 16 settembre 2008

L’elementare di Corleone. Se questa è scuola…

Stamattina, primo giorno di scuola elementare a Corleone. Di quella scuola che non è in cima ai pensieri dei nostri governanti, se è vero che stanno facendo di tutto per smantellarla (ripristino del maestro unico, licenziamento di 90 mila insegnati, ecc.). Ma che non è in cima ai pensieri nemmeno dei nostri amministratori comunali. È assurdo, infatti, che si intervenga alla meno peggio per la manutenzione ordinaria, solo a tre giorni dall’inizio dell’anno scolastico, dietro ripetute sollecitazioni del dirigente scolastico e dopo la minaccia del consiglio di circolo di non dare inizio all’anno scolastico. Con i risultati visibili nella foto: il tetto del 3° piano del plesso S. Maria, reso nero dall’umidità, e rimasto tale. È normale? Meritano questo i nostri bambini? Costerebbe così tanto pensare di più alla scuola, programmare gli interventi, organizzare i servizi scolastici. Per esempio, che fine ha fatto il pulmino? Sarà utilizzato per il trasporto degli alunni? Con quali modalità? E sarà utilizzato anche per trasportare gli alunni in palestra? E la mensa scolastica alla scuola materna inizierà presto? Quando? E durerà per tutto l’anno scolastico? Nessuno lo sa, nessuno lo dice e l’omertosa l’amministrazione comunale, com’è ormai nel suo costume, rigorosamente tace.
(d.p.)
16 settembre 2008

Bologna. Ai parroci i depliant vivaci e colorati su come non fare figli col Billings e col Rötzer

Sono stati consegnati nella documentazione della "Tre giorni del clero" per rispondere alle domande dei fedeli secondo i dettami della Chiesa

La cartellina consegnata a ogni sacerdote all´ingresso del seminario arcivescovile è gonfia di opuscoli, pieghevoli, ciclostilati, ma questi due dépliant non passano inosservati. Non informano sui corsi di catechismo, né sulle iniziative parrocchiali e neppure sulle attività missionarie. Spiegano come si fa a non avere figli. Che si trovino in mezzo alla documentazione fornita ai partecipanti alla "Tre giorni del clero", incontro ufficiale della diocesi bolognese, significa che si tratta di veri e propri strumenti pastorali. Significa che, a domanda dei parrocchiani, i parroci devono saper rispondere anche su questo. «Padre, come facciamo per non avere un figlio?».Si tratta, naturalmente, dei «metodi ammessi» dalla Chiesa. Il primo dépliant, colorato e vivace, illustra il celebre Billings, forse il più famoso tra i cosiddetti metodi naturali. L´altro, più spartano, propone il meno noto «Metodo sintotermico di Rötzer». Entrambi comprendono un elenco dettagliato (indirizzi, telefoni) di medici e consultori diocesani disponibili a impartire le istruzioni necessarie. Necessarie a cosa? Guai a chiamarli «metodi anticoncezionali» (cioè, dizionario: «atti a evitare un concepimento»). La Chiesa è fermamente contraria agli anticoncezionali. Per lo meno a quelli che si servono di sostanze chimiche, o più banalmente di qualche grammo di lattice. Gli anticoncezionali che invece richiedono un termometro, alcuni attrezzi ginecologici, conoscenze del calendario e dell´aritmetica e un corso di studi per essere appresi, la Chiesa li chiama «regolatori naturali della fertilità». Che vorrà dire? Alla fine i due dépliant devono ammetterlo: servono a «evitare o posticipare una gravidanza». Bene, ora lo sa anche il vostro parroco.
La Repubblica, 16.09.2008

Cinque anni senza tasse per chi denuncia il pizzo

E' l'agevolazione prevista nella bozza di legge della Commissione regionale antimafia siciliana. La norma fa riferimento anche a zone franche per gli imprenditori coraggiosi
CATANIA - Esenzione per cinque anni dalle imposte, dall'Irap, dall'Ici e dal versamento dei contributi previdenziali: sono le 'agevolazioni' per gli imprenditori che denunciano richieste estorsive o richieste provenienti dalla criminalità organizzata tendenti a modificare il normale svolgimento dell'attività economica, cui sia seguita una richiesta di rinvio a giudizio, prevista dalla bozza di legge antiracket della Commissione regionale antimafia siciliana.La norma prevede infatti la creazione di zone franche per la legalità per agevolare le vittime del 'pizzo' a collaborare. La bozza, inoltre, prevede l'istituzione di un fondo da parte dell'assessorato regionale ai Beni culturali alle scuole siciliane per l'istituzione di laboratori della legalità, l'introduzione di un "conto unico per gli appalti" e cioè dell'obbligo per le stazioni appaltanti di aprire un numero di conto corrente unico sul quale gli enti appaltanti facciano confluire tutti gli oneri relativi all'appalto; del conto deve avvalersi l'aggiudicatario per tutte le operazioni relative all'appalto. Il mancato rispetto dell'obbligo provocherebbe la rescissione unilaterale per inadempimento contrattuale. La legge fa riferimento anche alla gestione dei beni confiscati alla mafia e assegnati ai Comuni per la cui riutilizzazione viene istituito un fondo di rotazione con dotazione per il triennio 2008-2010 di 15 milioni di euro per la redazione di piani di utilizzo e di studi di fattibilità, nonchè per la progettazione tecnica delle opere necessarie ad adeguare i beni agli obiettivi sociali e produttivi.Alle cooperative sociali, alle associazioni onlus, alle comunità di recupero e ai Comuni sono accordati anticipazioni, fideiussioni e punteggi finalizzati alle realizzazione di progetti ed iniziative connesse al riuso e alla fruizione sociali di tali beni, mentre sarà istituita una sorta di "corsia preferenziale" per l'istruttoria e l'espletamento delle pratiche amministrative legate al riutilizzo dei beni ex mafiosi.
15/09/2008

2/Campi di Lavoro a Corleone. E io grido: "W i volontari toscani!!!"

di LORENA PECORELLA
Qualche giorno fa mi trovavo davanti ad un bar di Corleone, in cui era stata organizzata una serata di karaoke e in cui, insieme a me, vi trovavano un gruppo di ragazzi toscani dell’Arci, che cantavano, ballavano e cenavano. Insomma, si divertivano. Conoscendoli, e conoscendo anche i ragazzi corleonesi che li accompagnavano, mi sono unita a loro per cantare “i cento passi” dei Modena City Ramblers. Quando la canzone è terminata, mi sono messa da parte aspettando che ne partisse un’altra per riattaccare e non ho potuto non sentire le chiacchiere di un gruppo di persone sedute vicino a me. Uno di loro si lamentava del casino che facevamo. “Non si può mangiare tranquilli”- diceva. LEGGI TUTTO

1/I Campi di lavoro di Corleone. Le nostre parole, i nostri gesti, la terra, i luoghi, ma la parola chiave è "Futuro"!

di MARTA FIORE
Nonostante sia ormai finita l’estate, rimango tuttora ancorata all’esperienza più politicamente rilevante della mia vita: Corleone, il campo di lavoro sui terreni confiscati alla mafia. Perché a Corleone tutto diventa politica: l’arrivare, il partire e l’arrivare di nuovo, accompagnati dalle parole di un vicino, la partita di calcio in piazza, i compleanni in quelle case che, se per i volontari diventano subito le loro case, per i corleonesi sono ancora casa Grizzaffi (nipoti di Riina) e casa Provenzano. Perfino una cena nella pizzeria della piazza, i luoghi, la terra, le parole, i gesti: tutto ha una densità diversa che bisogna prima di tutto ascoltare per imparare a riconoscere e a rispettare. LEGGI TUTTO

domenica 14 settembre 2008

Scuola elementare di Corleone. L’anno scolastico inizierà regolarmente. Ma che fatica!

Inizierà regolarmente l’anno scolastico presso la Direzione Didattica Statale “C.F.Aprile” di Corleone ed in particolar modo nei locali del plesso scolastico “Santa Maria” di via Don G. Colletto, dopo che l’Ufficio tecnico del Comune, ha ufficialmente attestato che gli stessi sono “allo stato attuale strutturalmente stabili ed agibili” (prot. N. 14487 del 12/9/2008). LEGGI TUTTO
FOTO. La preoccupante crepa che c'era nel tetto della scuola

I BOSS DEL DUEMILA NON VANNO IN CHIESA

Come è cambiato il rapporto dei mafiosi con la fede dopo il ´93. La crisi iniziò con la strage di Ciaculli e culminò con la morte di padre Puglisi. Oggi i padrini non vengono più riveriti nelle parrocchie. Pubblichiamo uno stralcio dell´articolo sui rapporti tra mafia e Chiesa da padre Fasullo scritto per il nuovo numero della rivista palermitana "Segno"

di NINO FASULLO

Com´è noto, la mafia è nella storia siciliana tra i fenomeni più complessi e difficili da analizzare. Forse nessuno può dire di averla compresa e spiegata esaurientemente. Diversi suoi aspetti sono oscuri e attendono di essere indagati con competenza e spirito critico. Tra essi uno dei più importanti è sicuramente quello religioso. I rapporti dei mafiosi con la religione non sono stati ancora trattati in modo pertinente e approfondito: direbbe il filosofo, iuxta propria principia. E sì che il tema non è né marginale né di scarso interesse. Bisognerà pure trovare risposte convincenti a chi si pone domande sul senso e il valore dei comportamenti religiosi di taluni mafiosi autori di delitti efferati. Quando si viene a sapere di boss sanguinari che pregano, maneggiano sacre scritture e libri teologici e intrattengono amicizie con preti e prelati, da cui incassano assoluzioni sacramentali come fossero mercanzie private in svendita, non si può evitare l´interrogativo su come ciò sia possibile. LEGGI TUTTO

Diario dai campi di lavoro antimafia. Si vendemmia a Corleone e Canicattì

Dopo il grande lavoro di ieri sera per mettere a tavola 60 persone stamattina la sveglia è puntualmente suonata alle 5,00! Era buio ma la giornata già si preannunciava calda e faticosa…
Dopo una breve colazione, armati di forza e coraggio, siamo partiti alla volta di Canicattì!
Dopo circa due ore, abbiamo scoperto che la vendemmia si sarebbe svolta su un terreno a noi familiare…infatti ben tre anni fa nel mese di luglio noi della comunità ci trovavamo proprio lì a ripulire il terreno attorno alle viti che adesso sono in piena attività! Incontrati i ragazzi dell’altro gruppo di Canicattì, armati di forbici, abbiamo incominciato il nostro secondo giorno di vendemmia. Incitati e guidati dai ragazzi della cooperativa, ci siamo distribuiti lungo i filari e abbiamo dato il via ai lavori! Sebbene faticoso, il lavoro di questa mattina ci dà un’idea di cosa possano vivere i ragazzi della cooperativa tutti i giorni. E’ importante che gente come noi supporti questa iniziativa per dare forza non solo lavorativa a queste persone. Lavorando con loro, ci sentiamo ancora più parte della loro realtà e sosteniamo con il nostro lavoro un progetto più grande di noi nel quale lasciamo, però, un segno tangibile. Per questi ragazzi è anche un momento di festa e come nelle migliori tradizioni la mattinata di raccolto si è conclusa con una bella grigliata tutti insieme nel granaio accanto ai terreni. Dopo il pranzo, salutati i ragazzi del gruppo di Canicattì e della cooperativa che continuavano la vendemmia, ci siamo messi in viaggio per Corleone. Lungo il tragitto abbiamo attraversato il paese di Sciascia, Racalmuto. Solita tappa alla fontana Grande per approvvigionarci di acqua e poi via verso Corleone! Rientrati alla base, ci aspettava una bella doccia e un paio d’ore di riposo prima della cena, sempre cucinata con passione dai nostri cuochi Mario e suor Maria! Dopo cena passeggiata con gelato annesso tra le vie di Corleone e poi subito a letto dato che domani un’altra giornata ci vedrà impegnati nella seconda parte della vendemmia. Sogni d’oro!
Giovedì 11 settembre 2008

Governare col trucco

di Concita De Gregorio
Sono arrabbiata. Sono fiera di esserlo. La rabbia aiuta a non abituarsi a tutto. Ho sentito le parole del ministro Carfagna. Diceva: «Io provo orrore per le donne che vendono il proprio corpo per denaro». Parlava forse di un suo calendario? No, parlava delle prostitute o meglio: solo di quelle che stanno per strada. Perché non succede niente? Perché non telefoniamo, chiamiamo, bussiamo, usciamo per strada? Forse ci stiamo davvero abituando a tutto.
Laura Guasti, Firenze


Più che altro stiamo cadendo nella trappola magistralmente ordita in anni di politica televisiva da Berlusconi e dai suoi ministri: discutere dei dettagli, attaccarci agli slogan, accapigliarci su una scemenza di facciata senza arrivare mai alla sostanza delle cose. Il grembiule, il voto, la bella cordata di imprenditori che «vuole salvare la compagnia di bandiera», la tassa abolita, l’immondizia sparita, l’esercito per strada che così sei più tranquillo quando esci la sera. Chi non vorrebbe salvare Alitalia, camminare in strade pulite, pagare meno tasse, avere figli che imparano in classe le regole della convivenza e quando tornano a casa che è buio non debbano imbattersi in prostitute abbrutite? La gente di sinistra, forse? E allora che problema c’è: ecco qua il governo del fare, lasciatelo lavorare. La questione, purtroppo, è che è un trucco. È il gioco delle scatole: una bella scatola col fiocco da esibire, l’altra marcia da nascondere. Le tre carte. I limoni legati col nylon alle piante del G8, la calza sull’obiettivo che maschera le rughe. È sempre quel trucco lì, una toppa, e poi via per settimane a parlare del fiocco. LEGGI TUTTO

Chiuso per sciopero. La protesta dei blogger

L'indignazione per la condanna di Carlo Ruta per stampa clandestina dilaga sempre più sul web, con risvolti che vanno facendosi clamorosi. Su iniziativa di alcuni blogger è partito uno sciopero in rete, da cui potrebbe uscire un evento di portata notevolissima, unico in Italia e in tutto l´Occidente. Hanno già aderito un discreto numero di siti. Giungono notizie che l´adesione potrebbe farsi imponente. I blogger che hanno promosso la protesta hanno espresso con determinazione che intendono resistere alla morsa oscurantista che va stringendosi sul paese, reclamando la piena libertà d´informazione e di espressione, garantita dall´articolo 21 della Costituzione.
I blogger che aderiscono alla mobilitazione sono pregati di darcene comunicazione con urgenza.
Giovanna Corradini; Paolo Fior; Nello Lo Monaco; Vincenzo Gerace; Carlo Gubitosa; Carla Cau; Serena Minicuci; Teodoro Crescione; Angelo Genovese; Giuseppe Virzì; Luisa La Terra; Andrea Mangano.

I cattolici si dividono. La targa per Salvo in chiesa? Sì da Biagio Conte, no da Garau

di SALVO PALAZZOLO
La targa in ricordo di Ignazio Salvo sul confessionale donato dalla famiglia alla chiesa di Regina Pacis divide il mondo politico e il popolo dei cattolici: «Deve essere subito rimossa - dice il senatore Giuseppe Lumia - è una scelta sbagliata e inopportuna alla luce dell´insegnamento di don Pino Puglisi, sacerdote ucciso dalla mafia». Ma c´è chi non la pensa come lui. Biagio Conte, il francescano laico grande animatore della carità a Palermo, ribatte: «Se è una donazione fatta col cuore, allora non vedo nulla di strano. La Chiesa non può chiudere la porta a nessuno. Deve dare accoglienza e speranza a tutti, anche perché le colpe dei padri non ricadono sui figli. È il seme dei martiri che sta germogliando. Palermo sta cambiando, non possiamo fermarci». LEGGI TUTTO

venerdì 12 settembre 2008

Mafia. Targa in Chiesa in memoria di Ignazio Salvo, ed è polemica

Quella targa in chiesa con inciso ''Dono di fede e d'amore in perpetua benedizione e memoria di Ignazio Salvo'' ha fatto storcere il naso a tanti fedeli che hanno protestato. E' infatti in ricordo dell'esattore condannato per mafia, insieme al cugino Nino, e ucciso il 17 settembre 1992. La targa si trova nella parrocchia ''Regina Pacis'', a Palermo, su un confessionale donato dalla vedova e dai figli. Nella sentenza-ordinanza del maxiprocesso Giovanni Falcone scrisse che ''i Salvo si sono avvalsi della mafia per raggiungere posizioni di potere di assoluto rilievo e hanno costituito uno dei fattori maggiormente inquinanti delle istituzioni della Sicilia''. Rivelo' il pentito Tommaso Buscetta: ''Sono uomini d'onore della famiglia di Salemi e come tali mi sono stati presentati da Stefano Bontade''. Ed e' proprio ricordando questo passato che i parrocchiani, come racconta l'edizione locale di Repubblica, chiedono la rimozione della targa. Ribatte il parroco Aldo Nuvola: ''La vedova di Ignazio Salvo, Giuseppa Puma e' molto attiva in parrocchia, fa parte del gruppo dei Neocatecumenali. Alla chiesa ha fatto tante donazioni. Quando arrivai in parrocchia non sapevo che fosse la moglie dell'ex esattore. E quando si pose il problema dell'acquisto del confessionale lei si fece avanti e mi chiese di mettere quella targhetta in memoria del marito. Solo dopo mi fecero notare le vicissitudini giudiziarie dell'uomo''.
FOTO: I cugini Nino e Ignazio Salvo.

Don Luigi Ciotti a Roccamena e Corleone, con "Libero Cinema in Libera Terra"

Mercoledì pomeriggio a Roccamena, un comune a 15 chilometri da Corleone, don Luigi Ciotti ha partecipato ad un incontro sul tema del riuso sociale dei beni confiscati alla mafia, nell'ambito della manifestazione itinerante "Libero Cinema in Libera Terra". La sera, invece, ha visitato i volontari del campo di lavoro di Corleone ed ha partecipato al dibattito prima della proiezione del film in cartellone in villa comunale.
NELLA FOTO: Don Luigi con i volontari toscani a Corleone, nella casa confiscata a prestanomi di Riina.

Prostituzione. Gruppo Abele: "Sbagliato renderla un reato"

(ANSA) - TORINO, 10 SET - "Rendere la prostituzione in strada un reato per le prostitute e per i clienti è assolutamente controproducente". Lo sostiene il Gruppo Abele, fondato da don Ciotti, nel prendere posizione sul disegno di legge Maroni-Carfagna. "Non risponde alle evidenze scientifiche e ai dati fino ad oggi raccolti - sostiene il Gruppo Abele - affermare che 'e' soprattutto in luogo pubblico che si perpetrano le più gravi fattispecie criminose finalizzate allo sfruttamento sessualé. E' invece il luogo chiuso, l'appartamento, la casa isolata, il circolo privato dove si può violare meglio chi è fragile e sfruttato. E' il luogo dove ci sono più minorenni e dove le donne sono di fatto più indifese per l'impossibilità di ricorrere a qualsiasi aiuto". "E' evidente - conclude - che il disagio che la prostituzione e la tratta creano in alcune zone della città debba essere affrontato e gestito, ma senza scorciatoie illusorie o semplicemente spostando il problema da un luogo all'altro".
11/09/2008

giovedì 11 settembre 2008

Ddl Carfagna: Carcere per lucciole e clienti

Prostituzione, sì al disegno di legge del ministro Mara Carfagna. Le prostitute rischiano l'arresto da 5 a 15 giorni e un'ammenda da 200 a 3mila euro. Introdotto il divieto di prostituirsi in pubblico. Per chi sfrutta i minori da 6 a 12 anni, multe da 15mila a 150mila euro. Critiche al ministro da Carla Corso, fondatrice del comitato dei diritti delle oprostitute: "Ma la Carfagna ha usato il suo corpo per i calendari...".
ROMA - Un po' stupita un po' sarcastica, la reazione di Carla Corso, una delle fondatrici del Comitato dei diritti delle prostitute, alle affermazioni del ministro Mara Carfagna che stamattina ha detto di provare "orrore per chi vende il proprio corpo". "Eppure - afferma Corso - "la signora ha usato il suo corpo per arrivare dove è arrivata, facendo calendari. Basta aprire internet per vedere le sue grazie".
FOTO: Una foto-calendario della Carfagna.

Eas, Faraone (PD): "Vendere le dighe? Sarebbe come vendere il Colosseo…"

“Vendere le dighe siciliane? Sarebbe come dire di voler vendere il Colosseo”. Lo dice Davide Faraone, deputato regionale del PD e componente della commissione Ambiente dell’ARS, in merito alle recenti dichiarazioni del presidente della commissione Bilancio, Riccardo Savona, a proposito della situazione debitoria dell’Ente acquedotto siciliano che fa registrare un buco di 450 milioni di euro.
“Dichiarazioni di questo tipo – aggiunge Faraone - evidenziano lo stato di totale assenza di progettualità della maggioranza rispetto al problema del riassetto del sistema dei servizi idrici siciliani. Proprio in questi giorni, oltretutto, sia per colpa della carenza di piogge che a causa di impianti inadeguati o obsoleti che fanno registrare percentuali elevatissime di perdite e di furti, la Sicilia si trova a fare i conti con il riacutizzarsi della crisi idrica. E il governo di centrodestra - Conclude Faraone - pensa di risolvere il problema vendendo tutto ciò che può”.

FLAI-CGIL SICILIA: SALVATORE TRIPI E' IL NUOVO SEGRETARIO GENERALE

Salvatore Tripi, 53 anni, e' il nuovo segretario generale della Flai Cgil siciliana, federazione del settore agro- industria. Lo ha eletto il direttivo della categoria con 65 voti favorevoli, 3 contrari, 6 astenuti. Tripi, che domani si dimettera' dall'incarico di presidente dell'Inps regionale, prende il posto di Salvatore Lo Balbo, eletto prima dell'estate nella segreteria nazionale della Flai. Nato ad Alia, nella provincia di Palermo, il nuovo numero uno della categoria che nella Cgil siciliana conta il maggior numero di lavoratori attivi iscritti,56 mila, ha iniziato la sua attivita' sindacale nel '76 come segretario della Federbraccianti di zona. E' stato poi segretario provinciale della stessa categoria e dal '90 al 2000 segretario generale della Flai di Palermo. Sono seguiti l'incarico nella segreteria della Camera del lavoro di Palermo e per ultimo la presidenza dell'Inps, prima provinciale poi regionale. “L'obiettivo per cui intendo battermi- ha detto- e' il rilancio dell'agroalimentare, mettendo assieme sviluppo e diritti dei lavoratori”.
Palermo, 10 settembre 2008

Caccia. Il tar ha sospeso la stagione di caccia in Sicilia, accogliendo il ricorso di Legambiente

LA LAV ALLERTERÀ LE PREFETTURE SICILIANE E LE FORZE DELL’ORDINE CONTRO LA CACCIA DI FRODO: “COMMETTE REATO CHI NON RISPETTA LO STOP”
Con decreto presidenziale del 9 settembre il TAR Palermo - su ricorso dei legali di Legambiente Sicilia, avvocati Antonella Bonanno, Nicola Giudice e Corrado Giuliano - ha sospeso la caccia in Sicilia (iniziata lunedì 1 settembre) riconoscendo che il “Calendario Venatorio” emanato dall’Assessorato regionale all’Agricoltura e Foreste produrrebbe gravi ed irreparabili danni alla fauna, già stremata da siccità, caldo e incendi. Per effetto di tale provvedimento, è stata sospesa su tutto il territorio regionale qualsiasi forma di caccia fino al 26 settembre prossimo; il decreto del TAR, come qualsiasi altro provvedimento del Giudice, è già esecutivo dalla data del suo deposito (avvenuto ieri); in ogni caso i legali di Legambiente hanno già formalmente notificato alla Regione Siciliana la decisione del Tribunale Amministrativo. LEGGI TUTTO

Il campo di lavoro di Corleone. Dopo la raccolta del pomodoro, i volontari hanno incontrato il segretario della Cgil, Dino Paternostro

Eccoci arrivati al fatidico momento…ha inizio la settimana lavorativa!!!
Fuori è ancora buio e la nostra sveglia suona… Dopo un’abbondante colazione siamo pronti ad affrontare la giornata lavorativa e a mettere in gioco le nostre forze e le nostre risorse come meglio possiamo. Ancora tutti addormentati,
ci dividiamo in due gruppi: il primo resterà a casa a fare un po’ di pulizie e a preparare il pranzo ai sopravvissuti; il secondo,agile e scattante, si lancerà nella missione della raccolta del pomodoro con il grido di battaglia:”Noi siamo pomodori, noi siamo pomodori”…. è il nuovo inno di noi lavoratori!!! LEGGI TUTTO

mercoledì 10 settembre 2008

Corleone. Nominato anche il 7° assessore... di cui si sentiva assolutamente la mancanza!

Adesso, con l’imbarcata dei nuovi assessori e con la nomina persino del settimo, di cui davvero si sentiva... la mancanza (alla faccia di tutte le prediche sui costi della politica!), la “navicella” comunale guidata dal “nocchiero” Nino Iannazzo, potenziata da cotanti innesti, solcherà con sicurezza e forza i “mari” dei problemi della città, trovando per tutto una soluzione. D’altra parte, con un Renato Di Miceli (sostenuto dai consiglieri Pino Nicosia e Lea Savona e – in punta di piedi – anche dal presidente del consiglio comunale Mario Lanza) alle “attività produttive”, l’assessorato avrà alla guida uno del settore, uno competente. Non certo (dicono a “Palazzo”) il bocciatissimo Carletto Vintaloro, al quale come premio di consolazione sono stati dati la Cultura, lo Sport e lo Spettacolo. E che dire dei “servizi a rete” affidati all’esponente di An Giuseppe Giandalone? Una scelta azzeccatissima, anche lui uno del settore. Non come Ciro Schirò, relegato dal sindaco a “combattere” con il personale e la polizia municipale. E, infine, lui: il Peppone Nazionale, Pippo Cardella, l’uomo tutto Cuore & Passione, che rivoluzionerà l’urbanistica cittadina (scippata al “caro” Stefano Gambino, che dovrà accontentarsi dei soli lavori pubblici). L’unico che mantiene integralmente le deleghe è l’inossidabile Pio Siragusa. Ancora dolorante per la beffa della mancata nomina ad assessore provinciale, si è rifatto consolidandosi alla direzione dei servizi sociali e della pubblica istruzione, ormai sempre più un suo “feudo” da cui ricava voti a bizzeffe.
Vedremo cosa verranno a raccontare ufficialmente in consiglio comunale. Poi faremo altre e più approfondite valutazioni.
Infine, un consiglio al presidente Mario Lanza. Perché non convocare in villa comunale la prossima seduta, in maniera tale da dare al sindaco l’opportunità di illustrare al popolo la relazione annuale delle mirabilie realizzate? Sarebbe un “bel” modo, un modo “spettacolare” di concludere l’estate…
10 settembre 2008

P.S. Un risultato politico il sindaco Iannazzo l'ha sicuramente ottenuto con questo "valzer degli assessori". Ha portato ufficialmente da 8 a 13 i consiglieri che sostengono la sua amministrazione comunale, assorbendo diversi ex nicolosiani, che sconoscono la parola "coerenza". Per la verità, il sindaco aveva provato a portare nella sua maggioranza anche i tre consiglieri del Mpa (Franco Di Giorgio, Calogero Di Miceli e Leo Colletto), ma "a gratis", perchè gli assessorati li aveva già assegnati. E i tre hanno risposto picche! Fuori dalla maggioranza restano i due consiglieri della lista civica "Liberi e Democratici", Lillo Marino e Maurizio Bruno. Sicuramente all'opposione i due consiglieri del Pd (Totò Schillaci e Dino Paternostro).